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Molinari delude all'Open Championship: è solo 54°
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Molinari delude all'Open Championship: è solo 54°

"Speravo in un epilogo migliore", ha dichiarato il campione in carica del torneo. In testa c'è Shane Lowry, con quattro colpi di vantaggio su Tommy Fleetwood

sabato 20 luglio 2019

TORINO - Nell'edizione numero 148 dell'Open Championship, in Irlanda del Nord, la volata finale per il titolo perde il grande protagonista del 2018, Francesco Molinari. Il golfista torinese, nel terzo e penultimo giro del quarto ed ultimo Major 2019, spreca ogni possibilità di rimonta e dice addio alla difesa del titolo. Cinquantaquattresimo con un punteggio di due colpi sopra il par: il campione uscente è tagliato fuori dalla corsa alla Claret Jug.

Le parole di Molinari

"Ovviamente - le dichiarazioni di 'Laser Frankie' - speravo in un epilogo migliore. Mi sarebbe piaciuto difendere più strenuamente il titolo ma non ci sono riuscito. Pensare che il mio nome sarà per sempre scritto nella storia di questo torneo mi rasserena. Il mio è un pensiero agrodolce". Per l'undicesimo anno consecutivo sfuma la possibilità back-to-back, con il piemontese che avrebbe potuto emulare Padraig Harrington, l'ultimo a riuscire nell'impresa (bis di successi nel 2007 e 2008).

La lotta per la Claret Jug

La lotta per alzare al cielo la mitica brocca d'argento, in palio nel torneo più antico (prima edizione nel 1860) e leggendario al mondo di golf, sembra essersi ristretta a cinque giocatori, con Shane Lowry grande favorito. Prova super per l'irlandese, protagonista di un parziale bogey free chiuso in 63 (-8), su un totale di 197 (-16), che gli ha permesso di mettere una seria ipoteca sulla Claret Jug. Il trentaduenne di Mullingar, accolto alla buca 18 da una ovazione del pubblico, quando manca solo un giro al termine della rassegna vanta quattro colpi su Tommy Fleetwood, secondo con 201 (-12). Entrambi a caccia del primo Major in carriera, l'irlandese e il britannico dovranno guardarsi le spalle da John Holmes (3° con 203, -10) ma, soprattutto, da Koepka (leader mondiale) e Justin Rose (campione olimpico di Rio de Janeiro 2016), entrambi quarti con 204 (-9). Lowry è padrone del proprio destino. Dopo un'altra manche impeccabile, il trentaduenne residente a Clara sta dimostrando un gioco eccezionale. Forte nel gioco lungo, letale in quello corto, dopo aver vinto in carriera anche un torneo WGC (il Bridgestone Invitational nel 2015) e collezionato un secondo posto all'US Open 2016, sogna di entrare nell'Olimpo del green. Domani il rush finale con le prime partenze anticipate alle 9 di mattina (ora locale) per via di un forte temporale previsto nel pomeriggio. A Portrush è pronta a scriversi un'altra pagina di storia dell'Open Championship. Con Molinari tagliato fuori dal rush finale.

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