“Condizioni estreme, organizzazione scadente e si scherza sulla salute”: Paltrinieri accusa

Lo sfogo del fuoriclasse azzurro dopo il secondo posto nella 10km in acque libere: "Come nella Senna alle Olimpiadi di Parigi"
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Pubblicato il 16.07.2025, 14:01

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"La dieci chilometri è una gara complicata perché c'è sempre un momento in cui cominci a testarti, a dubitare. Ci sono momenti in cui ti senti un dio e momenti in cui patisci. Non è mai facile rompere il ghiaccio con una 10 km, in queste condizioni che sono tra le più estreme in cui abbia mai nuotato. Nell'organizzazione della World Acquatics, che forse è stata una delle più scadenti degli ultimi 20 anni. Però il focus era su questa gara, volevo farla bene e sono contento di esserci riuscito. Ci sono un sacco di situazioni che, secondo me, sono lasciate un po' al caso. Com'era stato nella Senna, ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, è stato questa volta qua, ma poi si scherza con la salute degli atleti? Quindi nuotarla in condizioni estreme è davvero complicato, c'è voluta tutta la mia esperienza. Anche per gestire bene il caos della vigilia. Siamo tutti abbastanza scossi da questa gestione. Ieri sera siamo andati a letto non sapendo se oggi avremmo gareggiato. Io ci sono passato sopra, ho dormito. Però chiaramente vai a letto con un'insicurezza che non si addice a un campionato del mondo". Così Gregorio Paltrinieri dopo l'argento conquistato nella 10 km di fondo ai Mondiali di nuoto di Singapore. 

La gara

"Era una gara difficilissima, io preferisco il caldo al freddo, ma questo era troppo. Secondo me abbiamo nuotato ai limiti dei 31°C, ma c'è un pezzo dove l'acqua è più ferma e sembravano 35°C. Una gara tostissima, talmente tanto che mentre nuotavo rimpiangevo l'acqua fredda degli europei di Stari Grad di un mese fa. La cosa più importante era tenere un po' di energia per l'ultimo giro, perché sapevo avremmo aumentato tutti il ritmo. Quindi ho gestito la posizione, dopo ho passato Lee a metà dell'ultimo giro mentre Klemet ha provato a contrastarmi ma ne avevo e mi ero tenuto per chiudere forte. Quindi, bella gestione, sono molto contento. Una gara perfetta. Quest'anno mi sono dedicato solo a questo. L'anno scorso avevo sofferto per la bruttissima gara a Parigi, nella Senna. Sapevo che non rappresentava il mio valore. Io sono da gruppo di testa per giocarmela all'ultimo giro", racconta l'azzurro della Coopernuoto.

Il riscatto

"Volevo cancellare la delusione olimpica per la gara di fondo che è stata ben a di sotto delle mie possibilità. Ho iniziato tardi la preparazione per recuperare dall'operazione al gomito. Ho dovuto rincorrere la preparazione, ma probabilmente ne ho beneficiato di testa. Sono davvero contento della prestazione e del risultato". Peraltro raggiunto dopo aver insaccato un dito nei primi metri: "Penso che non avessimo nuotato neanche 200 metri quando allungando la bracciata ho impattato il busto di un avversario, credo Olivier. Ho sentito subito un forte dolore che mi ha accompagnato per tutta la gara. Ma ciò che è stato più difficile affrontare oltre al caldo, è stata la sete. Credo di avere bevuto tre litri di acqua e liquidi nella mezz'ora successiva alla gara", ha concluso Greg.