
Viberti, imparare dagli errori: quei 50 rana Mondiali sfumati nonostante il record
A Singapore uno dei talenti migliori del nuoto sarà di scena solo nei 100: il motivo
Imparare dai propri errori. L'ha fatto Ludovico Viberti dopo quanto accaduto negli Assoluti primaverili di nuoto a Riccione. Quell'eccesso di confidenza nelle batterie mattutine dei 100 rana lo aveva visto clamorosamente escluso dalla finale A, non potendo lottare per la conquista del titolo e soprattutto per ottenere il tempo-limite per i Mondiali 2025 di nuoto a Singapore (27 luglio-3 agosto). Il 59.04 (crono che gli avrebbe regalato il titolo e il pass iridato) nella finale B aveva in sé rabbia e frustrazione, non valido per quanto si era prefissato. Sentimenti che poi il nuotatore piemontese, allenato da Antonio Satta a Torino, ha saputo convertire in energie positive nel Trofeo Settecolli di un mese fa, sciorinando un altro crono notevole nei 100 rana (59.06) e un impressionante 26.27 sui 50 (record italiano e miglior prestazione mondiale della stagione). Tickets per l'Asia staccato solo nelle due vasche, dal momento che nella prova da 50 metri della rana i due slot erano già occupati dopo gli Assoluti da Nicolò Martinenghi e da Simone Cerasuolo.
Le parole di Viberti sull'errore a Riccione
Viberti, lei è uno degli atleti in ascesa della Nazionale italiana di nuoto e i tempi parlano chiaro. Ci può spiegare l’errore commesso a Riccione?
"È stato un errore molto grave. Ho peccato di sufficienza, pensando di potermi risparmiare po' la mattina per poi spingere al pomeriggio, ma ho esagerato. In quella heat ero di fianco al mio compagno di squadra Gabriele Mancini, quindi conoscendolo bene ero abbastanza tranquillo che avremmo fatto un buon crono. Mi aspettavo un determinato tempo da parte sua, quindi pensavo di stare per un po' lì con lui, ma il problema è che a nessuno dei due è andata bene e sono rimasto fuori. Sicuramente una cosa da non replicare”.
Ha saputo imparare da quanto fatto e i crono al Trofeo Settecolli le hanno dato ragione. Come ha metabolizzato la situazione?
“Ero consapevole delle mie possibilità e sapevo che se avessi fatto tutto quello che dovevo a Roma avrei ottenuto quel crono. Ho pensato lungamente alla gara e forse anche per quello che per un po’ di tensione non sono riuscito ad abbattere il muro dei 59 secondi”.
E’ questo l’obiettivo cronometrico che si prefigge in vista dei Mondiali?
“Assolutamente sì, so di averlo nelle braccia e mi sto preparando per nuotare quel tempo nell’occasione più importante. A Singapore il target è centrare la finale e una volta presente tra i migliori otto me la voglio giocare al meglio delle mie possibilità”.
Il cambiamento di Viberti ed il confronto coi migliori
Quanto è cambiato Ludovico Viberti nell’ultimo anno?
“Molto perché confrontarsi con atleti di altissimo livello è fondamentale per capire il proprio standard. Noi ci alleniamo tanto ed è fondamentale per costruire, ma poi nella gara bisogna massimizzare. Abituarsi a rivaleggiare contro atleti forti è sicuramente fondamentale per continuare a migliorare e soprattutto ad avere stimoli”.
Una stagione post olimpica è sempre particolare e finora non ci sono stati super crono nei 100 rana. Che cosa si aspetta?
“Mi aspetto un contesto di gara molto equilibrato, in cui saranno i dettagli a fare la differenza. Ogni particolare può determinare un piazzamento diverso e io voglio essere lì a giocarmela con i migliori”.
Ha parlato di confronto diretto coi migliori. Avere in Italia il campione olimpico dei 100 rana può essere sicuramente da stimolo?
“Certo, Martinenghi è un campione, ha vinto tutto nella sua carriera e sta dimostrando anche in quest’annata di volersi imporre. E’ un’ispirazione per noi e io cerco di replicare in piscina questo spirito”.
L'assenza ai Mondiali e le parole su Butini
Spirito combattivo che l’ha portata a stabilire anche il nuovo record italiano nei 50 rana, strappandolo proprio a Martinenghi. Le scoccia un po’ non poter gareggiare ai Mondiali su questa distanza, avendo nuotato questo tempo?
“Ammetto che mi dispiace, ma sono le regole e le rispetto. Il fatto che altri due atleti prima di me abbiano ottenuto il pass in questa specialità fa la differenza e quindi ci si può fare poco”.
Cesare Butini (Direttore tecnico della Nazionale) ci ha detto che per un nuotatore che tocca ai 50 metri in 26.27, ci si deve aspettare un 100 da 58.5. Lei cosa ne pensa?
“Non posso contraddire certamente il Direttore tecnico (sorride, ndr.). Siglare un tempo del genere è chiaramente nella mia testa, proprio perché quella prestazione sui 50 alimenta questa convinzione. Bisognerà però dimostrarlo a Singapore in acqua”.
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