Reiter si racconta: "Competitiva e coraggiosa, voglio tornare a divertirmi"

L'argentina di Olivos, numero 33 del ranking Wtp, rivela: "L'infortunio mi ha cambiato la vita"

Reiter si racconta: "Competitiva e coraggiosa, voglio tornare a divertirmi"

Cecilia Reiter, argentina n. 33 del ranking Wpt, è nata il 30 marzo del 1982 a Olivos in provincia di Buenos Aires. Vanta una grande esperienza, ma purtroppo un grave incidente nel 2020 le ha “cambiato” la vita e oggi, dopo un 2021 complicato, promette di tornare ai sui livelli. Gioca in coppia con la spagnola Julia Polo Bautista. Ha disputato nel circuito del World Padel Tour ben 294 partite, con un coeffi ciente di vittorie (183) pari al 62%. Conosciamola meglio.

Quando hai iniziato a giocare a padel?

"A 11 anni, a quel tempo il padel andava molto in Argentina, i miei genitori mi hanno insegnato le prime nozioni".

Cos'è che ami di più del padel?

"È divertente, sociale e adoro la tattica. È sorprendente vedere quante alternative si possono avere durante una partita"

Quando sei diventata una professionista?

"All'età di 18 anni, in Argentina con Valeria Pavón, che all'epoca era la mia compagna".

La partita indimenticabile?

"Ce ne sono molte che ricordo con aff etto: per l’emozione e il senso di appartenenza, direi le due fi nali con la Nazionale Argentina in cui siamo stati incoronati Campioni del Mondo, nel 2004 e nel 2006. Aggiungerei anche il mio primo titolo in Spagna, nel 2009 con Patty Llaguno".

Cosa hai apprezzato di ogni compagna che hai avuto?

"Tutte hanno contribuito a farmi crescere e migliorare. Ognuno aveva un talento diverso, ma Carolina Navarro aveva quello di stupirti sempre con un colpo inaspettato nei momenti più difficili".

Se dovessi allenare una coppia maschile e una femminile?

"Ci sono molte coppie che amo, mase dovessi dirne due, per le donne sceglierei Llaguno e Riera, per i ragazzi Campagnolo e Garrido".

Il tuo maggior rammarico?

"Senza dubbio l'infortunio del 2020 che mi ha tenuta fuori dal campo per oltre 6 mesi. È stato un momento molto difficile e mi ha fatto vivere sensazioni ed emozioni che fi no a quel momento non avevo mai provato. Avevo già avuto altri infortuni, ma nessuno così grave e questo ha cambiato completamente il mio modo di vivere e “interpretare” il padel".

2021, ti ritieni soddisfatta?

"Il 2021 è stato un anno complicato, non solo a livello sportivo ma anche personale. Era l'anno del mio ritorno dopo l'infortunio e ho cambiato anche partner dopo 12 anni. Sono orgogliosa di come ne sono uscita e di fatto è stato un periodo importante per la mia carriera e la vita".

Aspettative per il 2022?

"Divertirmi prima di tutto, trovare una mia dimensione ed essere competitiva e “coraggiosa” in campo… e poi speriamo arrivino anche i risultati"

Pregi e difetti?

"Penso che l'autostima sia la mia più grande virtù e anche il mio peggior difetto. Perché da un lato, essere così esigente mi fa continuare a migliorare, ma dall'altro mi rende molto severa con me stessa".

Colpo preferito e dove migliorare?

"Il mio tiro preferito è sempre stato la volèe di dritto. Devo migliorare lo smash e la sua potenza, ma ci sto lavorando".

Ci parli della tua racchetta?

"Ho sempre giocato con la StarVie Aquila e sarà anche così per il 2022. È perfetta per il mio gioco e ha un peso ideale che le permette di coniugare equilibrio e potenza".

Cosa ne pensi dell’Italia?

"Sono piacevolmente sorpresa dalla crescita che ha avuto negli ultimi due anni, soprattutto nel circuito femminile, dove ci sono brave giocatrici e lo stiamo vedendo nel WPT".

Sogno nel cassetto?

"Mi piacerebbe che il padel diventasse uno sport olimpico e sono certa che presto accadrà".

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