Nata a Toledo il 1° luglio 1992, Verónica Virseda Sánchez è la n. 22 del ranking, laureata in educazione fisica, è una delle giocatrici più instancabili del circuito, sempre motivata e spettacolare in campo. Da alcuni anni si sta occupando di migliorare in particolare la sua parte tecnica, sotto la direzione di Maxi Castellote, della Varlion Academy e di Roberto Ochando, come suo preparatore fisico. Questo binomio le ha permesso di migliorare moltissimo nelle ultime due stagioni. Nelle prime 7 tappe del WPT 2022 ha raggiunto due volte i quarti di finale e due la semifinale, insieme alla sua compagna, la madrilena Barbara Las Heras Monterde con cui punta a entrare tra le prime 8 coppie del ranking per partecipare al master finale. Ha giocato nel World Padel Tour 185 partite con una percentuale di vittorie (87) del 47%.
Quando hai iniziato a giocare a padel?
«Ho iniziato quando avevo 19 anni».
Cos’è che ami di più del padel?
«La sua socialità».
A che età sei diventata un’atleta professionista
«A 23 anni».
La partita indimenticabile?
«Al WPT di Reus, è stata la prima volta che sono entrata in semifinale a un Open battendo la coppia Collombon-Castello».
Di ogni compagna che hai avuto qual è la skill che più ti ha impressionato?
«In generale, la tranquillità e la sicurezza che mi hanno trasmesso quando sono nella fase difensiva».
Se dovessi allenare una coppia maschile e femminile chi sceglieresti?
«Sceglierei Bella-Coello per gli uomini e Patty-Riera nelle donne».
Il tuo maggior rammarico in carriera?
«La semifinale persa all’Open di Reus».
Se dovessi tracciare un bilancio del 2021, ti ritieni soddisfatta o potevi fare di più?
«La stagione passata è stata complicata, soprattutto all’inizio perché non sono riuscita a trovare la mia dimensione in campo, fino a quando a fine anno, cambiando partner e passando a fare coppia con Barbara Las Heras, ho iniziato a essere me stessa e tutto è andato meglio».
Quali sono le aspettative che hai per questa stagione?
«Terminare l’anno tra le prime 8 coppie in classifica per poter disputare il Master finale».
Il tuo maggior pregio e il tuo peggior difetto?
«Come virtù la perseveranza, mentre il mio peggior difetto è l’impazienza».
Qual è il tuo colpo preferito e quello su cui devi migliorare?
«Il mio “cavallo di battaglia” è la volée di dritto, mentre devo migliorare nella precisione sui pallonetti».
Con quale racchetta giocherai e quali sono le caratteristiche che ne apprezzi di più?
«Con la Varlion Prisma Bourne Summum. È una racchetta molto potente, progettata principalmente per giocatori aggressivi che sono anche molto portati per la fase difensiva».
Cosa ne pensi del movimento in Italia?
«È cresciuto molto negli ultimi anni e si stanno facendo molte cose belle, come eventi, tornei, aperture di nuovi club e soprattutto si vedono anche degli ottimi risultati a livello di giocatori».
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
«Diventare la numero 1 perché è su questo che lavoro ogni giorno».