"Padel, fa bene alla salute!"

Il bilancio di Ramiro Moyano, n. 24 del ranking Wpt: "Mi piace l'affiatamento tra noi giocatori. Spero mio figlio diventi professionista"
"Padel, fa bene alla salute!"

Argentino, nato il 25 ottobre 1989 a La Plata, Ramiro Moyano è un giocatore che si sta facendo nuovamente notare, dopo che nel 2015, quando giocava in coppia con Maxi Gabriel, era stato denominato l’astro nascente del padel. A fine ottobre è tornato a dire la sua disputando la finale nel WPT Estrella Damm Menorca Open 2022. La parte che Ramiro preferisce di questo sport è l'allenamento e la preparazione dei tornei, anche se poi a vederlo competere sembra il contrario. Nel circuito ha disputato 323 partite, con una percentuale di vittorie (164) pari al 51%. Attualmente è al n. 24 del ranking WPT e occupa la 29a posizione nella classifica ufficiale della Federazione Internazionale.

Quando hai iniziato a giocare a padel?

«A 5 anni nella mia città, in una piccola scuola per bambini».

Perché ti piace?

«È l'atmosfera che si respira e l'affiatamento tra i giocatori. Fa bene alla salute!».

A quale età sei diventato professionista?

«Quando avevo 15 anni ho iniziato a giocare nel circuito professionistico argentino e nel 2009, a 18 anni, mi sono trasferito in Spagna».

La partita indimenticabile?

«La finale nel Master del 2015».

Ci parli dei tuoi ex compagni.

«Penso di essere stato fortunato, ho avuto dei bravi compagni di squadra, la cosa che tengo più a cuore è il rapporto che avevamo anche fuori dal campo».

Se dovessi allenare una coppia maschile e una femminile?

«Maxi Sanchez e Lucho Capra, perché sono grandi amici, mentre nelle donne Ari Sanchez e Paula Josemaria, mi piace molto il loro modo di giocare».

Il più grande rimpianto della tua carriera?

«L'infortunio al tendine d'Achille del 2016 che mi ha tenuto lontano dai campi per diversi mesi».

Quali sono le tue aspettative per questo fine di stagione?

«Finire più in alto possibile in classifica e mantenere il livello di gioco che abbiamo raggiunto fino ad oggi».

Pregi e difetti?

«La mia più grande virtù è quella di essere un buon compagno di squadra, mentre il mio più grande difetto è che mi demoralizzo troppo dopo una sconfitta».

Colpo preferito e dove migliorare?

«Il mio colpo migliore è la volée di rovescio, mentre devo lavorare di più sulla difesa».

Ci parli della tua racchetta?

«Gioco con la Dunlop AEROSTAR PRO e mi trovo a mio agio perché ha un ottimo controllo e allo stesso tempo sprigiona molta potenza. È una racchetta rigida molto adatta al mio gioco».

Cosa fai nel tempo libero?

«Mi piace godermi la mia casa, suono spesso la chitarra e passo molto tempo con i miei cani».

Cosa ne pensi del movimento in Italia e dello sviluppo del padel nel mondo?

«Vado in Italia a giocare da molto tempo e vedo ogni volta che cresce a passi da gigante. È bello giocare da voi perché la gente si diverte e riempie sempre gli spalti».

Qual è il sogno che vorresti si realizzasse?

«Che mio figlio possa giocare a livello professionistico un giorno».

Padel: recupero pazzesco con tuffo
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