Pagina 2 | Giorgia Marchetti: "Entrare in top 10 è il mio sogno"

Nata a Roma il 21 gennaio del 1995, pluricampionessa italiana con il CC Aniene, con cui disputa da anni la Serie A, due medaglie di bronzo ai Mondiali ed una medaglia d’oro agli European Games con la nazionale italiana, Giorgia Marchetti, n.76 del ranking WPT e 80 della classifica IPF, è una delle nostre atlete di punta, che dopo un significativo passato nel tennis – n.1 nel 2019 nella classifica italiana di doppio femminile – ha trovato nel padel la sua serenità mentale e agonistica. Conosciamola meglio.

Prima una brillante carriera nel tennis e poi l’amore per il padel; due parole per descrivere questo passaggio?
«In generale il tennis mi ha dato molto e mi divertivo a stare a rete nel doppio, ma poi nel padel ho trovato la mia reale comfort zone».

Ci parli dei tuoi allenamenti e della dieta alimentare che segui.
«Durante la preparazione svolgo due ore al mattino ed una sessione pomeridiana, mentre nel periodo dei tornei mi alleno una volta al giorno. Non avvalendomi di un nutrizionista, seguo un mio schema alimentare con una colazione salata, carboidrati a pranzo, proteine a cena, sempre accompagnati da frutta e verdura».

Che consigli daresti ad un giocatore amatoriale?
«Imparare a usare la parete è determinante in questo sport, prendere lezioni che rendono oltretutto anche più divertente il gioco e non rimproverare il proprio compagno durante una partita… anzi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Con chi vorresti fare coppia un giorno?
«Sognando ad occhi aperti, il mio super obiettivo è Delfi Brea, chissà se un giorno accadrà».

Se potessi rubare un colpo?
«La vibora a Gemma Triay»

Indoor o outdoor?
«A mio parere il padel, a differenza del tennis, dovrebbe giocarsi solo al chiuso».

La location indimenticabile a livello scenografico in cui hai giocato?
«Lo stadio gremito nella piazza centrale di Cracovia quando ho vinto la medaglia d’oro con Carolina Orsi, ma anche giocare al Foro Italico sarà per sempre un ricordo indelebile».

La migliore organizzazione e hospitality in un torneo?
«Ricordo con molto piacere i due Mondiali giocati a Doha e Dubai, che peraltro sono state anche le mie prime grandi esperienze con la maglia azzurra».

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Che aspettative hai per questo finale di stagione?
«Uno degli obiettivi da raggiungere è sicuramente giocare il mio primo ottavo di finale e riuscire ad entrare tra le top 50».

Come ti preparerai per affrontare il prossimo anno al meglio?
«Sicuramente integrerò i miei attuali allenamenti, anche attraverso trasferte in Spagna, proprio per confrontarmi con giocatrici e coach che possano farmi migliorare più rapidamente».

Sogno nel cassetto?
«Entrare tra le top 10 del mondo».

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Con chi vorresti fare coppia un giorno?
«Sognando ad occhi aperti, il mio super obiettivo è Delfi Brea, chissà se un giorno accadrà».

Se potessi rubare un colpo?
«La vibora a Gemma Triay»

Indoor o outdoor?
«A mio parere il padel, a differenza del tennis, dovrebbe giocarsi solo al chiuso».

La location indimenticabile a livello scenografico in cui hai giocato?
«Lo stadio gremito nella piazza centrale di Cracovia quando ho vinto la medaglia d’oro con Carolina Orsi, ma anche giocare al Foro Italico sarà per sempre un ricordo indelebile».

La migliore organizzazione e hospitality in un torneo?
«Ricordo con molto piacere i due Mondiali giocati a Doha e Dubai, che peraltro sono state anche le mie prime grandi esperienze con la maglia azzurra».

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