Argentino, nato il 27 settembre del 1978 a Buenos Aires, Matías Díaz Sangiorgio è stato per oltre 30 anni un grande atleta della gabbia. Amato dal pubblico e immenso lottatore in campo, con una capacità difensiva unica, è stato soprannominato “The Warrior”, marchio di fabbrica presente su tutte le sue pale e non solo. Ha smesso di giocare lo scorso anno per dedicarsi agli affari di famiglia - insieme a Gastón Malacalza - e al CEPAC (Centro de Entrenamiento de Alta Competencia), Academy che fu fondata negli anni '90 in Argentina proprio dal papà Roberto Díaz. Una scuola che, oltre ai figli Mati e Godo Díaz, ha visto uscire giocatori di altissimo livello come Fernando Belasteguín. Dopo l’apertura di Madrid, CEPAC è sbarcata anche in Italia e punta ad espandersi anche in altre regioni.
Come ha vissuto il passaggio da giocatore ad allenatore?
«Devo confessarvi che è stato piuttosto complicato, dato che ho avuto una carriera molto lunga. La routine di un giocatore professionista rispetto a quella di un allenatore o di un commentatore tv è totalmente diversa e così ho dovuto adattare la mia mentalità e il mio stile di vita a questa nuova fase. Vi confesso che ci ho messo un po' di tempo».
Ci parla del CEPAC?
«Nasce nel 1994 grazie a mio padre e al suo amico Norberto Sabbione, come risposta al boom del padel durante gli anni '90 in Argentina, ed è stato il punto di partenza per tutti noi giovani poi diventati professionisti. È stata una tappa molto bella e senza dubbio fondamentale nella mia vita. Nell'Academy, creata proprio per formare i professionisti del futuro, c'era anche mio fratello Gonzalo Díaz, ex giocatore di punta che oggi, oltre ad essere un ottimo allenatore, è di grande supporto a tutti noi».
Una nuova vita per il CEPAC insieme a Malacalza, ci racconta qualcosa di più?
«Già prima di ritirarmi mi sono unito a Gaston Malacalza, ex mio compagno di gioco tra i primi al mondo che all’epoca veniva ad allenarsi proprio da mio padre. Così nel 2021 abbiamo deciso di rilanciare il CEPAC basandoci su ciò che avevamo imparato in tanti anni mettendo a disposizione la nostra esperienza accumulata come giocatori e ora come allenatori, proprio per poter trasmettere ai giovani una formazione ed un’educazione sportiva nonché i valori che abbiamo ricevuto noi, con l’obiettivo di aiutarli a diventare un giorno dei campioni nel campo e nella vita».
Dopo Madrid siete sbarcati da poco anche in Italia, che programmi avete?
«Sì, siamo molto felici di aver inaugurato il primo CEPAC a Torino presso la Gonetta Go Padel grazie alla presenza di uno dei nostri allenatori, Gastón Nistal, quale responsabile della parte formativa. Siamo molto carichi per questa nuova avventura e non vediamo l'ora di crescere ulteriormente nel vostro Paese dopo aver ricevuto diversi italiani, durante i primi 3 anni di attività, nella nostra sede in Spagna».