Rugby, 6 Nazioni: Italia chiude a Cardiff. Parisse: «Bisogna reagire»

Castrogiovanni a 119 presenze: «Ultima? Non escludo nulla»
Rugby, 6 Nazioni: Italia chiude a Cardiff. Parisse: «Bisogna reagire»© PA

TORINO - Quattordici anni di azzurro e 119 cap insieme: per capitan Sergio Parisse e Martin Castrogiovanni, dall'esordio in azzurro nel 2002 contro gli All Blacks, di acqua sotto i ponti ne è passata molta. Domani, a Cardiff, nell'ultima partita del 6 nazioni 2016 contro il Galles, raggiungeranno all'ottavo posto dei più presenti di sempre Jason Leonard. I padroni di casa, persa in Inghilterra l'occasione di aggiudicarsi il torneo, non intendono fare regali all'Italia, ancora a zero punti e reduce dalle umilianti sconfitte con la Scozia e in Irlanda. "Reagire e mostrare orgoglio, è quello che mi aspetto e quello che dobbiamo fare - ha detto Parisse alla vigilia del match -. In questi giorni di allenamento a Dublino, dopo una partita pessima come quella contro gli irlandesi, ci siamo guardati in faccia l'uno l'altro. Cosa ci siamo detti resta tra noi, ma di certo non vogliamo ripetere quella prestazione". Il capitano respinge il dibattito nei media britannici sul ruolo dell'Italia nel torneo: "Ho il massimo rispetto per la Romania o la Georgia, ed è chiaro a tutti che siamo in un momento difficile - ha affermato - ma non mi sembra che in questi anni abbiano avuto risultati come i nostri, abbiano battuto la Francia due volte o l'Irlanda". Parisse ha ricordato i tanti infortuni di questi mesi "che hanno influito sulla squadra" e hanno coinvolto anche il numero 10 Tommaso Allan, domani al debutto dopo aver saltato le altre partite per problemi fisici: "Non è mai facile guardare i compagni da fuori - ha affermato - è stata dura e sono felice di rientrare. Sarà una partita dura, contro una delle migliori squadre al mondo. Io spero di aiutare la squadra nel migliore dei modi". La partita di domani potrebbe essere l'ultima in azzurro per Castrogiovanni, che però non chiude la porta. "So che potrebbe essere l'ultima mia partita - ha detto il pilone -. Di certo quello che è successo al Mondiale (abbandonati per essere operato di tumore, ndr) ha cambiato la mia vita. Non so cosa mi riserverà il futuro, ora non mi sento particolarmente dominante nel gioco. Ma qualunque cosa accada, sarò sempre a disposizione dell'Italia. Questa maglia per me è una seconda pelle".

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