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Quanto sarà bello il 'Corriamo italiano' nel nostro futuro

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Una opportunità per i maratoneti, scoprire ancora di più la grandezza delle città e delle maratone italiane, aiutando il turismo.

Quanto sarà bello il 'Corriamo italiano' nel nostro futuro
 Cesare Monetti venerdì 22 maggio 2020

Compriamo italiano, corriamo italiano. Runner veri, finti, presunti, bravi e meno bravi, nuovi e vecchi, giovani e meno giovani, è il momento di unirsi. Compatti. E’ ora di correre in Italia, nelle maratone italiane, come fossimo al supermercato e decidessimo di comprare solo cibo prodotto in Italia. Si è pensato e si è fatto: mangiare italiano, aiutare le aziende e le famiglie dei dipendenti delle aziende che producono, vendono e pagano le tasse in Italia. Idem si può fare, anzi si deve fare, per le competizioni italiane che da quando riprenderanno saranno senza dubbio in grande crisi e difficoltà.

Quindi l’appello è di scegliere Roma con la Run Rome The Marathon e la sua imponente partenza da brividi unica al mondo davanti al Colosseo e le decine di siti storici lungo il percorso, Verona marathon che accarezza l'Arena sulla finish-line, Venice Marathon con la parte finale tra ponti, calle, piazza San Marco, Firenze Marathon e la sua piazza Duomo gremita di gente festante oltre ai lungarni, piazza Signoria, Ponte Vecchio, oppure Napoli con la sua Half Marathon che corre tra piazza del Plebiscito, il lungomare ed il Maschio Angioino, poi Ravenna, Milano, Torino, Lago Maggiore, Padova, Treviso, ogni italica città una maratona, una corsa nella storia, emozioni e brividi altrettanto grandi come per le sorelle estere New York, Boston, Valencia, Londra, Amsterdam, Francoforte, Londra, Parigi, Praga e chissà quante altre. Non parliamo solo della stagione autunnale 2020, sempre che si possa correre, ma anche per il 2021 e 2022. Potrebbero essere l'occasione per conoscere meglio l'Italia, per capire una volta in più quanto siamo stati grandi nel passato e quanto abbiamo ancora oggi di bello da vivere, offrire, dare. 

In previsione, per gestire distanziamento sociale e le normative sanitarie che verranno attivate nel mondo dello sport (a breve la proposta Fidal al Ministero Sport) ci sono costi molto più alti per gli organizzatori, almeno dell’80% hanno già quantificato e nel contempo una forte, fortissima, immensa riduzione degli introiti. Il conto è presto fatto: i maratoneti almeno per i prossimi mesi saranno molti meno perché potrebbero mancare i partecipanti esteri, si preannunciano almeno nel breve termine gare con pochissime migliaia di persone possibili e gli sponsor spesso stanno facendo retromarcia annullando i contratti di sponsorizzazione in corso e così il bilancio potrebbe facilmente andare in rosso.

E’ ora quindi di unirsi, di sentirsi italiani fino in fondo, di fare squadra, di tirare fuori l’orgoglio. Non serve solo scrivere uno sbiadito disegno alla finestra #andràtuttobene e appoggiare il tricolore alla ringhiera del balcone a prendere polvere. Il tricolore bisogna averlo nel cuore e nelle gambe nel caso dei runner: verde-bianco-rosso. Un pensiero. Un sentimento. Una concretezza: siamo italiani, corriamo ‘italiano’, corriamo in Italia.

A Parigi su 65mila persone iscritte ci sono 42mila francesi, il 66% dei partecipanti e ci sono 823 italiani, sesta nazione partecipante. Il totale dei maratoneti italiani che corrono i 42km in un anno sono circa 37mila, molti meno di quelli che corrono a Parigi in un solo giorno, noi ci mettiamo un anno e ci suddividiamo in centinaia di maratone sparse per il mondo. A Roma , la nostra più partecipata maratona, solo il 50% dei partecipanti sono italiani, ovvero circa 6mila sui 12mila totali delle ultime edizioni. E’ sufficiente il raffronto? E se a Roma alla prossima Run Rome The Marathon del 21 marzo 2021 diventassero solo gli italiani almeno 15mila? E gli altri andassero a Milano, Padova, Venezia, Firenze e nelle altre 60 maratone che si corrono sul suolo italiano scoprendo così che l'Italia è un grande, grandissimo posto dove emozionarsi e gioire correndo una maratona. 

E’ ora di pensare a noi, di fare uno sforzo, di fare diventare le maratone italiane grandi come quelle estere, in questa maniera aiuteremmo il turismo italiano, settore primario in forte crisi per la nostra nazione come stiamo tutti leggendo in questi giorni. E’ il caso quindi di fare squadra e appena ce lo consentiranno facciamo ‘click’ sull’iscrizione di una gara nostrana. Sogniamo un traguardo italiano, ce lo meritiamo.

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