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Sole e corsa, serve davvero il cappellino?

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Con l'estate tanti podisti indossano un cappellino per correre, serve davvero?

Sole e corsa, serve davvero il cappellino?
 Cesare Monetti sabato 1 agosto 2020

Correre al caldo richiede una buona preparazione, difficile improvvisare quando le temperature sono alte. La corsa in una giornata di sole e caldo intenso è una sfida in più, sapersi gestire è la priorità, ogni piccolo dettaglio può fare la differenza. Per mantenere la testa fresca alcuni corridori scelgono di indossare un cappello. E’ una tecnica efficace? E’ giusto usare un cappellino per correre? Probabilmente, no.

Sudorazione, vento e acqua

Il nostro corpo ha diversi meccanismi per raffreddarsi. Il più importante di questi è la sudorazione che permette alla pelle di raffreddarsi, così come bagnarsi con acqua fresca può aiutare ad abbassare la temperatura. Inizialmente, l’aumento della temperatura interna influisce sulla prestazione ma se si protrae si rischia di dover cessare la pratica sportiva per evitare di andare incontro a seri problemi di salute.

Vantaggi e svantaggi dell’uso di un cappello

Correre a temperature superiori a 30°C, anche se con un berretto bianco ben ventilato e leggero, non aiuta a produrre meno sudore né ad abbassare la temperatura interna o quella della pelle. Se proprio si vuole indossare un cappello è fondamentale sceglierlo di colore bianco e ventilato e se possibile bagnarlo spesso con acqua. Tra i reali vantaggi vi sono una minore esposizione diretta alla luce solare, sia per la pelle che per gli occhi, ma nelle corse di resistenza la temperatura della fronte di chi indossa il cappello è considerevolmente più alta rispetto a quando non lo si indossa.

 

Caldo correre con il cappello sudorazione

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