Marco e Marco e la vita da pacer: L’Acea Run Rome The Marathon è come la Nazionale

Marco Mannucci e Marco Bonamigo avrebbero dovuto correre nel ruolo di Pacer l’Acea Run Rome The Marathon. Appuntamento solo rimandato perché: ‘siamo padroni di un sogno’

Marco&Marco, il Sandra e Raimondo del podismo italiano, due maratoneti d’esperienza che la domenica, almeno in epoca pre-covid19, si mettevano un pettorale sulla canotta e macinavano facili facili i fatidici 42,195km in qualche splendida città italiana.

Tra loro ‘è come essere in squadra’ perchè la fatica fortifica l’amicizia, il tempo passato assieme è vita condivisa e ricordi vissuti insieme, mentre davanti vi sono sogni e chilometri, traguardi da raggiungere ed emozioni da vivere. Marco e Marco sono una coppia fissa la domenica mattina con i palloncini attaccati alla canottiera. Una sicurezza per chi li ha seguiti e li seguirà.

 Avrebbero dovuto farlo anche a Roma, all’Acea Run Rome The Marathon in marzo scorso. 4 ore era l’obiettivo per il loro delicato ma fondamentale ruolo di Pacer, ovvero ‘le lepri’, munite di palloncini per farsi scorgere nella folla, che scortano migliaia di atleti al traguardo dettando il ritmo corretto per il tempo prestabilito, incoraggiando e dispensando fondamentali consigli ‘on the road’. Tutto questo, sia chiaro, non è una professione, ma uno splendido passatempo che fa rima con divertimento.

Marco Mannucci ha 43 anni ed è un tecnico di laboratorio meccanico alla Piaggio, ha corso oltre 50 maratone, 40 delle quali con il ruolo di pacer. Il suo motto? “Affronta la vita con il sorriso, che per stare seri c'è tutta l'eternità”.

L’altro Marco, Bonamigo, ha origini genovesi, è sposato e con una bimba di 8 anni, ma da quattordici anni vive a Montopoli in Valdarno, provincia di Pisa dove lavora in una conceria le pelli di coccodrillo.

Anche lui ha superato le 50 ‘presenze’  tra maratone e ultramaratone. Il suo motto è quello che da  anni contraddistingue anche il ‘CUORICINI GROUP’ gruppo presente e attivo sui social: ‘Chi ha cuore, vince sempre”.

L’obiettivo delle 4 ore all’Acea Run Rome The Marathon è solo rimandato, appena sarà possibile l’arrivo sui Fori Imperiali sarà così ancora più eclatante ed importante, intanto le gambe non si fermano pestano quasi ogni giorno l’asfalto, mentre il cuore batte sempre forte e la testa continua a sognare.

A Marzo il mondo si è fermato e così anche la Acea Run Rome The Marathon, quale il vostro primo pensiero appena ricevuta la notizia dell’annullamento gara?

MANNUCCI -  Il dispiacere è stato grande, ma l'annullamento è stata una decisione giusta e gestita benissimo dagli organizzatori con la possibilità di spostare gratuitamente l'iscrizione al 2021. Questo ha reso meno traumatica la notizia dell'annullamento per tutti noi runner.

BONAMIGO – Ho subito pensato: "Allora la situazione è davvero grave". Ci sono priorità più importanti come la salute di tutti, un conto è non disputare la maratona, un altro è ammalarsi e/o perdere anche il posto di lavoro.

Perché vi eravate candidati come Pacer alla Acea Run Rome The Marathon?

MANNUCCI - Perché per noi pacer vale come una convocazione in Nazionale. La maratona di Roma è LA MARATONA: la più bella e partecipata d'Italia. Un punto di arrivo, esserci.

BONAMIGO - Sarebbe stato il quarto anno consecutivo come pacer a Roma e farlo nella Città Eterna è come essere convocato in nazionale, un’emozione indescrivibile.

 

Quante maratone avete fatto e quale vi è rimasta nel cuore?

MANNUCCI - Ho corso una cinquantina di maratone in Italia e nel mondo, quella che mi ha emozionato di più è stata sicuramente la maratona di New York nel 2016.

BONAMIGO - Ho disputato cinquanta gare tra maratone e ultra, quella più significativa è stata la terza da Pacer a Roma, migliaia  di runners dietro di noi che ci seguivano, ci ascoltavano, un gruppo unito dall'inizio alla fine. Partiti come perfetti sconosciuti e arrivati al traguardo come un vero team, un’emozione pazzesca terminando in 4 ore precise e rispettando sempre intermedi come da tabella per non far scoppiare il gruppo.

Avete tanta esperienza, come state affrontando questo periodo con quasi tutte le gare annullate?

MANNUCCI - Per me la corsa è libertà. Per seguire questa passione non serve un pettorale. Mancano sicuramente gli abbracci con gli amici podisti, ma per fortuna ci sono almeno i social.

BONAMIGO – Mi alleno sempre e comunque: corsa alternata a bici e spinning. Cerco di non essere troppo schiavo del passo, del ritmo, del cronometro, ma godermi ogni allenamento ogni piccolo istante.

Corsa in solitaria o in gruppo?

MANNUCCI - Durante il lockdown in primavera avevo completamente smesso di correre, mi allenavo con la bici sui rulli ed esercizi a corpo libero. Ora mi alleno con più costanza tra ripetute e lunghi solo per il piacere di farlo, senza obbiettivi. Adoravo correre in gruppo, ma in questo periodo ho scelto di rimanere in solitaria per salvaguardare la salute mia e degli altri.

BONAMIGO - Mi alleno prettamente in solitaria o in pausa lavoro solo con il mio collega Francesco, sia per rispettare norme anti Covid sia perchè da solo mi fortifico anche psicologicamente: mi isolo da tutti e da tutto, concentrandomi.

Un consiglio ‘da pacer’ a chi ha iniziato a correre da poco, c’è l’inverno davanti e poche gare…

MANNUCCI - La corsa innanzitutto non deve essere vista come un obbligo, ma come un mezzo per stare meglio dal punto di vista fisico e mentale. Il mio consiglio è quello di variare spesso l'allenamento per evitare la monotonia. Consiglio inoltre di correre in percorsi ben illuminati e di equipaggiarsi di una lucina posteriore per una maggiore sicurezza. La primavera arriva presto!

BONAMIGO - La corsa deve essere un mezzo per stare meglio sia fisicamente che mentalmente, non dobbiamo essere schiavi di un ossessione ma padroni di un sogno, quindi alleniamoci sempre e comunque, confidando di tornare a correre ufficialmente in qualche gara appena sarà possibile.

Cosa pensate accadrà nel 2021?

MANNUCCI - Spero che si trovi presto un vaccino che permetta pian piano il ritorno alla normalità. Non credo ci riusciremo prima di sei mesi, ma spero che si riesca almeno in primavera ad avere una situazione accettabile per seguire i protocolli di sicurezza per lo svolgimento delle competizioni.

BONAMIGO  - Penso che sarà un anno subdolo, dovremo plasmarci a ciò che sta accadendo e che accadrà, le nostre abitudini dovranno essere modificate e adattate velocemente all'esigenza.

Acea Run Rome The Marathon, perché nella prossima edizione 2021 un partecipante dovrebbe seguirvi?

MANNUCCI - Siamo stati inseriti da Federica Romano, che gestisce magistralmente oltre 100 pacer, nel gruppo delle 4 ore che corrisponde al gruppo più numeroso in una maratona. È la fascia per me più bella in quanto posso aiutare i runners ad abbattere il famoso muro delle 4h in maratona. Io e Marco abbiamo anni di esperienza e professionalità come pacer, abbiamo un passo costante e grandi sorrisi. Motivando i runners durante i momenti più duri riusciamo a rendere più facile una maratona.

BONAMIGO – Avrei avuto e avrò i palloncini delle 4 ore, dovrebbero seguirci perché con Mannucci oramai siamo i ‘Sandra e Raimondo’ della corsa , una coppia fissa. E poi facciamo da tour operator nelle gare dando info sui paesaggi e luoghi, scherzando ci chiamano a volte i WIKIPACER!

 

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