Addio a contratture, stiramenti e strappi muscolari grazie al massaggio sportivo

Con l’ausilio del fisioterapista Emanuele Slanzi andiamo a chiarire il ruolo del professionista per il massaggio sportivo utile per la corsa per evitare contratture e lesioni muscolari

Il massaggio sportivo è una pratica che permette di decontratturare, drenare e aumentare il flusso sanguigno ai muscoli. Non sempre, anzi meglio dire quasi mai, sarà rilassante o piacevole.

Sciogliere una contrattura o scollare i tessuti richiede un massaggio profondo che spesso è fastidioso, il fisioterapista/massaggiatore dovrà intervenire praticando una pressione dolorosa ma che in ultima analisi favorirà il recupero muscolare.

Nonostante una buona preparazione, i podisti possono infortunarsi per diversi motivi: sforzo eccessivo durante l'attività, scarsa attenzione a prevenzione e cura, tipologia di terreno, insufficiente o inadeguato riscaldamento.

INFORTUNIO MUSCOLARE - Gli infortuni muscolari possono avvenire senza o con lesione delle fibre. Appartengono alla categoria degli infortuni senza lesione le contratture e gli stiramenti.

La contrattura può essere definita come un indurimento della fascia muscolare, il terapista lo riconosce facilmente alla palpazione. La guarigione richiede 7/10 giorni di riposo che possono essere ridotti grazie ad un buon massaggio decontratturante praticato da un professionista.

Lo stiramento è dovuto ad un allungamento delle fibre muscolari. L'atleta lamenta di aver “sentito tirare” ed i giorni di riposo richiesti sono 7/10. Oltre alla terapia manuale può essere utile l'utilizzo di elettromedicali.

LESIONI DELLE FIBRE - Appartiene alla categoria di infortunio con lesione delle fibre lo "strappo", l’atleta riesce sempre ad individuare il momento e la sede dell’infortunio in quanto avverte come una "pugnalata" o una "puntura" in un punto ben preciso. La lesione è spesso accompagnata da versamento e quindi riconoscibile anche ad occhio nudo. Tuttavia, è fondamentale in questo caso l’indagine attraverso esame strumentale, come l'ecografia, per poter distinguere la lesione nelle sue sottoclassi, ovvero I, II e III grado.

La lesione di I grado, coinvolge poche fibre muscolari, la dimensione non supera 1 cm e sono previsti 15/20 giorni di riposo forzato.

La lesione di II grado interessa più fibre, la dimensione supera il cm ed è previsto uno stop di 20/40 giorni.

Infine, la lesione di III grado, che rappresenta la peggiore delle ipotesi ed è caratterizzata da un versamento importante. Richiederà inizialmente l'utilizzo delle stampelle e terrà fermo il soggetto circa 3 mesi.

In tutti i casi di lesione è necessario ricorrere alla terapia strumentale (come Tecar o Laser) per drenare l'edema formatosi e ridurre l'infiammazione dei tessuti così da accelerare la "cicatrizzazione" dei tessuti. In un secondo momento si dovrà eseguire una rieducazione della fascia muscolare per recuperare il tono e l'elasticità perduti.

IL MASSAGGIATORE - Prima del trattamento è necessario spiegare al tecnico che lo esegue qualunque dettaglio si ritenga pertinente, subito dopo, invece, sarà il tecnico a dare indicazioni “terapeutiche” ma anche sulla ipotesi di ripresa degli allenamenti, specie dopo infortunio. E’ importante ricordare di idratarsi bene sia pre- che post- trattamento, questo sarà d'aiuto sia al terapista, che non troverà la pelle secca faticando nelle manovre, sia al sistema linfatico che potrà drenare più facilmente i prodotti di scarto.

Fatevi sciogliere, oltre alle contratture, ogni dubbio dal massaggiatore!

Emanuele Slanzi

Fisioterapista, Milano

 

 

 

 

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