Speciale Maratona, traguardo di corsa per l'Italia

Dopo le gare negli aeroporti e quelle virtuali, le maratone italiane si preparano a ripartire: Roma, Venezia, Firenze, Sorrento e Napoli lavorano insieme per contribuire al rilancio del turismo

Speciale Maratona, traguardo di corsa per l'Italia

Una primavera di maratone negli aeroporti porterà il mondo della corsa a decollare nei prossimi mesi? Non è vero che 42,195 km sono sempre uguali ovunque e le recenti gare di Siena ed Enschede ce l’hanno confermato: è stato fatto uno sforzo straordinario per mettere in piedi, ancora nel pieno della pandemia, due eventi riservati ai top runners, riportando a correre in Europa Eliud Kipchoge, ma si è visto che neppure la presenza del primatista mondiale riesce a rendere suggestivi i lunghi rettilinei desolati di una pista solitamente riservata agli aeroplani. Senza scomodare l’iconografia newyorkese, a partire dall’ormai celeberrimo Ponte di Verrazzano, è evidente che la maratona ha bisogno delle città tanto quanto le città hanno bisogno della maratona per rimettersi simbolicamente in moto.

Il progetto del Gruppo Amodei

Lo sanno bene gli organizzatori di Roma, Firenze, Venezia, Sorrento e Napoli che, su iniziativa di Sport Network, hanno deciso di lavorare insieme per ripartire in maniera ancor più efficace. Se lo sport in generale ha dovuto fare i conti con il coronavirus, gli eventi di massa come le maratone sono stati quelli più pesantemente condizionati, costretti a tramutarsi in appuntamenti virtuali e sfide con il gps. Ora che si riesce a immaginare un ritorno a qualcosa che somiglia alla normalità, le grandi corse su strada italiane non vogliono semplicemente limitarsi a sopravvivere, ma vogliono rilanciarsi ed è per questo che nasce la sinergia: il progetto del Gruppo Amodei mette insieme le quattro città che, da sempre, attraggono il maggior numero di maratoneti stranieri, per far crescere l’intero movimento.

Maratona e Turismo, marketing e investimenti

Marketing e investimenti per riuscire a realizzare dopo la pandemia quello che l’Italia che corre ha sempre sognato: maratone con decine di migliaia di partecipanti, come nelle major. Oltre a questa nuova alleanza, un altro tassello importante è atteso dal mondo politico e, in particolare, dall’iter parlamentare della “mozione Lupi”. L’ex ministro, podista e tra gli animatori del Montecitorio Running Club, si è impegnato per semplificare la partecipazione dei maratoneti stranieri alle corse italiane. «E’ una delle grandi opportunità per il turismo post pandemia - commenta Fabio Pagliara, presidente di Fondazione Sport City, che l’impatto delle corse sulle città l’ha studiato sia da dirigente della federazione di atletica sia da consulente di Infront - Come? Innanzitutto permettendo a tutti i maratoneti stranieri di correre in Italia rifacendosi alle normative sanitarie dei Paesi d’origine. Così come avviene per noi italiani quando andiamo a New York o a Berlino. Ne abbiamo parlato recentemente anche durante un incontro all’ambasciata giapponese: ci hanno ripetuto che la gente vuole potersi iscrivere con un paio di click. Al terzo tentativo si dirotta altrove». Senza un intervento risolutivo, le maratone italiane perdono partecipanti e l’Italia perde turisti: non è questo il modo per ripartire di slancio. Tra una mozione e un’alleanza, c’è però chi vuole cambiare passo.

"Roma prima tra tutte le capitali"

Tokyo, Parigi, Londra e Boston si sono spostate in autunno, mentre per Berlino, Chicago e New York si tratta della collocazione tradizionale: dopo un 2020 di cancellazioni, il 2021 è stato l’anno delle nuove calendarizzazioni. Un processo che ha coinvolto anche Roma, passata da marzo al 19 settembre: «Questa data fa sì che Roma sia la prima capitale a ospitare una maratona dopo la pandemia - spiega Daniele Quinzi, responsabile marketing del Gruppo Amodei, impegnato nel progetto di promozione delle grandi manifestazioni italiane - Sarà un’edizione speciale, con la partenza fissata alla 6.45 del mattino». Un azzardo? No, se si considera il successo straordinario che in tempi recenti hanno avuto appuntamenti come “Run 5:30”. «Il runner è abituato a correre all’alba - prosegue Quinzi - In questo caso l’ingresso nelle gabbie di partenza, in via dei Fori Imperiali, avverrà al buio e poi i partecipanti inizieranno a muoversi al sorgere del sole. L’idea è di vivere questa gara come l’alba di un nuovo giorno. Dopo tanti mesi senza gare, il cronometro sarà l’ultima preoccupazione per tutti, quello che conta sarà vivere di nuovo l’emozione di correre tutti insieme per 42 chilometri». Da Roma partirà il progetto di rilancio «per far capire al mondo che le città più belle in cui correre sono in Italia».

"Venezia si muove, più sicuri e curati"

L’anno scorso Venezia è stata l’ultima tra le grandi maratone italiane a cedere di fronte al coronavirus. Fino all’ultimo Piero Rosa Salva, il presidente della Venicemarathon, ha studiato insieme ai suoi collaboratori il modo per riuscire a disputare la corsa lungo la Riviera del Brenta. «E alla fine - spiega Rosa Salva - anche se non abbiamo potuto dare vita alla tradizionale partenza di massa da Villa Pisani, abbiamo voluto comunque disputare una gara simbolica con tre atleti». Per il 2021 Venezia punta a tornare a essere una delle mete preferite dei podisti stranieri. «Per riuscirci però servono segnali non solo dai nostri amministratori locali, ma anche da parte del Governo e della federazione di atletica - prosegue Rosa Salva - sono convinto che Valentina Vezzali, da sottosegretario allo Sport, e Mas simo Garavaglia, da ministro del Turismo, possano lavorare insieme efficacemente su questo». Aspettando gli attesi segnali, la Venicemarathon lavora sugli aspetti per i quali la pandemia richiede un’attenzione supplementare. «La sicurezza nelle fasi che precedono la partenza e le norme igieniche relative ai ristori sono due priorità: anche con protocolli sanitari meno rigidi, curare questi aspetti si può tradurre in migliori servizi per i maratoneti».

"In mille al via per San Giovanni"

Il 28 novembre, la data in cui è in programma la Firenze Marathon, sembra lontano, ma già nelle prossime settimane ci sarà modo di vivere una sorta di prova generale. «Il 19 giugno saremo impegnati nella Notturna di San Giovanni, 10 km per i quali abbiamo fissato il numero chiuso a 1.000 partecipanti - racconta Giancarlo Romiti, il presidente della Firenze Marathon - Sarà un’occasione sia per noi sia per la città di rivevere un evento di massa». Il legame con l’atletica della Firenze Marathon, non è certo limitato alla strada. L’omonima società ha visto crescere due tra i più importanti giovani della Nazionale italiana: prima di approdare all’interno dei gruppi sportivi militari, con questa maglia sono cresciuti Larissa Iapichino e Leonardo Fabbri. La campionessa del salto in lungo e il primatista (indoor) del getto del peso difficilmente correranno mai una maratona nella loro vita, ma il legame testimonia l’amore a 360° per l’atletica di questa squadra. «Non ci aspettiamo di tornare subito ai numeri che hanno caratterizzato l’ascesa di Firenze nel panorama delle corse su strada italiane - prosegue Romiti - ma siamo molto motivati e il progetto che ci unisce alle altre città contribuisce a darci fiducia ed entusiasmo». Così, partendo dalla Notte di San Giovanni, si può tornare a rivedere la luce dopo mesi bui».

"Napoli e Sorrento senza confini"

L’anima divisa in due di Carlo Capalbo è un viaggio da Napoli, la città dove è nato, a Praga, la capitale nella quale ha dato vita a una delle migliori maratone europee. Con la mezza maratona di Napoli e la Sorrento-Positano Capalbo porta in dote al nuovo progetto italiano la propria visione internazionale. «Per usare una metafora calcistica, l’Italia della corsa attualmente non riesce ad accedere agli ottavi di Champions League - spiega Capalbo - L’obiettivo che ci siamo dati è di colmare questo gap. Come? Collaborando, con una visione condivisa. Ho seguito, da collaboratore e da amico, il lavoro fatto negli ultimi anni da Valencia: un buon evento è diventato uno dei principali appuntamenti del calendario mondiale. In questo è stato fondamentale il supporto dell’amministrazione cittadina, che ha creduto e sostenuto il progetto per fare di Valencia una capitale del running». Cura dei dettagli e attenzione alla tecnologia hanno permesso a Praga di restare ai vertici, proponendo sempre nuove idee, come la “Battle of Teams” che, sommando le prestazioni individuali, riesce a trasformare anche la corsa in uno sport di squadra. Unire le forze è del resto l’idea alla base del nuovo progetto italiano di collaborazione che, con Napoli e Sorrento, spinge la corsa a sud.

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