© Getty ImagesC'è chi si sente una tigre e chi un puma. E' il caso di Sofia Goggia: "Mi identifico con il puma: selvaggio, elegante, che non appare, solitario". Lo ha dichiarato in un'intervista a Marca, mentre si sta preparando ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina, dopo l'oro in discesa a PyeongChang 2018 e l'argento a Pechino 2022. L'inizio di stagione è fin qui positivo: "A St. Moritz ho fatto un fine settimana molto solido, considerando che da settembre non toccavo la velocità. Mi è mancata un po' di fiducia nelle alte velocità, che si costruisce gara dopo gara". Sul rapporto con Lindsey Vonn racconta: "E' un'amica, il mio riferimento, la mia rivale, mi ha ispirato molto ed è stata al mio fianco in momenti difficili". Una sfida che motiva entrambe e crea un legame unico. Riguardo alla crescita personale, l'azzurra confessa: "Ho lavorato molto su me stessa con una psicoterapeuta, perchè mi ero dimenticata di Sofia, della ragazza che ero". Cortina è la sua montagna sacra ("è come un poema"), la solitudine è parte della sua vita: "La amo e al tempo stesso ne ho un po' di paura". La vita da atleta d'elite ha luci e silenzi: "Poi torni in hotel, chiudi la porta e inizia il silenzio, è una lotta interiore costante".
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