Paola Ferrari saluta la Rai: "Mi dicono vecchia, lascio dopo il Qatar"

La 61enne giornalista sportiva annuncia l'addio: "Accompagnerò la nazionale al Mondiale e poi mi dedicherò al cinema con il gruppo Lucisano"

Paola Ferrari saluta la Rai: "Mi dicono vecchia, lascio dopo il Qatar"

TORINO - Un addio annunciato con un anno e mezzo di anticipo. È quello di Paola Ferrari alla Rai: "Basta, mi dicono che sono vecchia, accompagno la Nazionale in Qatar (dove l'anno prossimo, tra novembre e dicembre, è in programma la Coppa del Mondo di calcio, ndr) e poi saluto tutti per dedicarmi a tempo pieno al cinema insieme con il gruppo Lucisano. Parole queste pronunciate in un'intervista a 'Italia Oggi' dalla stessa 61enne giornalista, pronta a salutare dopo 25 anni di carriera per seguire altre strade con la società cinematografica che fa capo al marito Marco De Benedetti e della quale la Ferrari detiene una partecipazione.

Frecciate a viale Mazzini e alla Leotta

Qualche frecciatina non viene risparmiata nei confronti di viale Mazzini: "La perdita dei diritti della Champions League e della Coppa Italia - dice la giornalista - è una ferita ancora aperta. Dopo gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Tokyo, comunque, il messaggio degli italiani alla Rai è molto chiaro: vogliamo lo sport in chiaro, ci piace vederlo sulla Rai. Lo sport è importante per gli italiani, accresce l’orgoglio nazionale, la voglia di rinascita: perciò, meglio tagliare uno show e usare quel budget per regalare dello sport in chiaro. Ovvio che non mi dimentico che il mercato dei diritti tv dello sport è arrivato a richieste esorbitanti. Nessuno sconto alla 'rivale' Diletta Leotta: "Di lei non condivido l’esprimere in modo troppo vigoroso la sua sensualità. Certo, io alla sua età ero meno brava. Ma quest’anno avrà filo da torcere: da Mediaset arriva Giorgia Rossi, una molto simile a Ilaria D’Amico. Difesa a spada tratta invece per la squadra di RaiSport, che secondo la Ferrari "gode di simpatie minori sulla stampa e nella critica. Si esaltano telecronache o narrazioni di questo e di quello, ma non leggo mai nulla di così positivo su giornalisti bravissimi come Alberto Rimedio, Alessandro Antinelli, Alessandra De Stefano, Franco Bragagna e tanti altri. Anzi, se possono, dicono qualche mezza cattiveria. Su di me, il mio trucco, le mie luci in tv, ne hanno dette tantissime. E tra l’altro uno di quelli che mi ha presa più in giro è stato Alessandro Cattelan.

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