Referendum Donbass, l'avvertimento del Cremlino: "Se vince il sì..."

La Russia mette in guardia l'Ucraina: scopri cosa ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov
Referendum Donbass, l'avvertimento del Cremlino: "Se vince il sì..."© EPA

Se al referendum in Donbass vincerà il sì per l'unione con la Russia, Mosca considererà ogni attacco contro questo territorio come "un attacco al proprio territorio". A farlo sapere il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Tass. Poi ha spiegato: "Se i referendum decideranno sull'annessione dei territori del Donbass alla Russia, il processo di adesione avverrà abbastanza rapidamente e nel pieno rispetto della legislazione russa. Certo, sarà necessaria una decisione sia del nostro parlamento che del presidente, la firma dei documenti necessari è tutta una serie di procedure. Tutto sarà fatto nel rigoroso rispetto della legislazione vigente".

La situazione in Donbass

La comunità internazionale, Cina compresa, ha definito il referendum in Donbass una farsa, il  cui obiettivo è quello di consentire alla Russia di Putin di annettersi "illegalmente" i territori controllati dai propri militari. Il mondo di certo non riconoscerà né il voto né la probabile dichiarazione di annessione da parte del Cremlino, ma a spaventare sono le possibili ripercussioni di questi cosiddetti referendum sul conflitto in Ucraina, dove hanno già perso la vita migliaia e migliaia di persone e si teme una nuova impennata delle violenze, soprattutto dopo la mobilitazione parziale dei riservisti russi annunciata da Putin. Riconoscendo zone dell'Ucraina come propri territori, il Cremlino potrebbe infatti paradossalmente definire le controffensive delle forze armate ucraine come attacchi alla Russia, ribaltando lo scenario. 

Come si svolge il referendum

I seggi saranno allestiti anche in Russia, dove vivono molti cittadini ucraini (sebbene la maggior parte di loro, milioni di persone, si siano rifugiate nelle regioni ucraine controllate da Kiev oppure all'estero) e fa riflettere il fatto che - secondo il capo locale dei separatisti - nella regione di Zaporizhzhia dei membri delle commissioni elettorali "scortati dalla polizia" andranno di casa in casa per esortare le persone a votare dalla loro abitazione. A quanto pare non ci sarà invece il voto online, annunciato in un primo momento. Di questi cosiddetti referendum per l'annessione alla Russia dei territori occupati si parlava da tempo, ma l'annuncio che si sarebbero in effetti svolti è stato dato appena due giorni fa dalle autorità separatiste filo-Cremlino. Tutto è stato insomma organizzato in fretta e furia e proprio dopo che le truppe ucraine hanno riconquistato alcuni territori a sud e soprattutto nel nord-est. Ma anche dopo lo smacco diplomatico rimediata da Putin al summit di Samarcanda, dove il premier indiano Narendra Modi ha detto chiaramente al presidente russo che "non è tempo di fare la guerra" e dove, incontrando Xi Jinping, lo stesso Putin ha dovuto riconoscere le "preoccupazioni" della Cina per il conflitto.

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