Dalle Olimpiadi a boss del narcotraffico mondiale e top 10 ricercati FBI: la storia incredibile

Atleta prima, signore della droga e mandante di omicidi dopo: chi è Ryan Wedding
Dalle Olimpiadi a boss del narcotraffico mondiale e top 10 ricercati FBI: la storia incredibile© EPA

Dalle Olimpiadi di Salt Lake City del 2002 alla taglia di 15 milioni di dollari: questa la ricompensa per chi fornirà informazioni utili per catturare Ryan Wedding. L’ex snowboarder olimpico canadese, da anni ricercato come uno dei più pericolosi narcotrafficanti internazionali e ora nella lista delle 10 persone più ricercate dall'FBI, deve ora rispondere di nuove gravissime accuse: sarebbe infatti il mandante dell’uccisione di un testimone federale in Colombia. Queste le ultime novità emerse a Washington dalla conferenza stampa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti presieduta dal procuratore generale Pam Bondi, affiancato da Kash Patel, direttore dell'FBI, e da altri alti funzionari.

Il Pablo Escobar dei giorni nostri

Weeding, soprannominato il "Pablo Escobar dei giorni nostri", figura tra i primi dieci latitanti più ricercati dall’FBI, il 44enne ex atleta avrebbe costruito "una delle organizzazioni di narcotraffico più prolifiche e violente al mondo di portata mai vista negli ultimi anni”. Le autorità americane ora accusano Wedding di "aver utilizzato un sito web canadese chiamato The Dirty News per pubblicare le fotografie del testimone e di sua moglie per localizzarlo, e alla fine ci è riuscito. Il testimone è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco in un ristorante di Medellin prima che potesse testimoniare contro Wedding". 

Le accuse

Wedding, che partecipò ai Giochi invernali rappresentando il Canada, è accusato di intimidazione e manipolazione di testimoni, omicidio, riciclaggio di denaro e traffico internazionale di stupefacenti. Gli investigatori ritengono che attualmente si nasconda in Messico dove "collabora strettamente con il cartello di Sinaloa, un'organizzazione terroristica straniera, per inondare non solo le comunità americane, ma anche quelle canadesi, di cocaina proveniente dalla Colombia. La sua organizzazione è responsabile dell'importazione di circa 60 tonnellate di cocaina all'anno a Los Angeles tramite autoarticolati dal Messico". Nel corso delle indagini "sono state incriminate più di 35 persone, sono state sequestrate armi e oltre 2.000 chili di cocaina con il recupero di oltre 3 milioni di dollari in criptovalute e oltre 13 milioni di dollari in beni fisici".

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