
TORINO - Sanremo è finito, purtroppo o per fortuna a seconda dei gusti, inizia il Seeyousound. E se l'affare inevitabilmente non s'ingrossa, considerata la disattenzione crescente di troppe istituzioni per la coltivazione della cultura e la promozione della qualità, di sicuro il livello si alza. Anzi, s'impenna. Come non soltanto a Torino certamente accade, ma come di sicuro a Torino – sport a parte - accade più che altrove, stante l’inesauribile germogliare, crescere e proliferare di belle idee: nel settore dell’arte, della musica e del cinema.
In questo caso, di tutto ciò assieme e contemporaneamente. Malgrado le risorse sempre più limitate, l’incomparabile concorrenza di tantissimi altri festival e rassegne in città, l’insostenibile precedenza politica ed economica data non si sa bene sulla base di quali meriti alle cose di Roma e Milano, la fatica della perseveranza; spesso su base volontaristica, laddove l’unico motore è la passione. Tanto che nei mesi scorsi, per farcela ancora una volta, gli organizzatori hanno dovuto ricorrere al crowdfunding; chiedendo cioè un aiuto concreto, su offerta libera, foss’anche solo un euro ciascuno, documentando ogni contributo strada facendo mentre cercavano di capire se con quegli euro extra fosse possibile portare a casa, cioè in sala, un film o un documentario in più. E, incredibilmente, ce l’hanno fatta.
Seeyousound, a Torino dal 3 all'8 marzo
Per la dodicesima volta. Si, scatta martedì 3 marzo nelle sale del Massimo, tempio del grande schermo a due passi dallo sfolgorante Museo del Cinema, come sempre partner della kermesse, la 12ª edizione del Seeyousound International Music Film Festival, per gli amici ma pure per i nuovi adepti detto SYS. "Inconfondibile mix di musica e cinema che celebra in 7 giorni di programmazione l’unione di storie e immagini di personaggi e correnti, in sottofondo o protagonisti di attimi o vite intere". Questa l’autodefinizione dell’evento, a riassumere una selezione di lungometraggi di fiction e documentari, corti e videoclip nelle varie sezioni competitive (per cui vi rimandiamo al sito seeyousound.org, dove troverete senza dubbio pane per i vostri denti). Lo slogan per il 2026 è “Make some noise”, cioè fare – ma anche un invito, “fate”; un’esortazione, “facciamo” – un po’ di rumore. Il rumore della musica vissuta come esperienza condivisa, come gioia di esistere per goderne, come il riunirsi di una comunità che vuole ancora bruciare di vita (cit. Negazione).
Da Boy George a Herbie Hancock, dal jazz, l’elettronica e la dance al punk hardcore dei leggendari Butthole Surfers, dalle bizzarrie dell’estremo oriente al samba di Rio, dall’universo dei dj alle suggestioni dell’India, da Elvis Presley a commedie surreali superdivertenti altrimenti mai visibili sui nostri schermi, fino al potere della musica come supporto alle disabilità. E poi masterclass, workshop, incontri con registi e attori, magari seduti al vostro fianco in sala. A voi il piacere di andare a scoprire sul programma cosa più vi aggradi e interessi, e magari cosa d’ignoto intrighi. Costo dei biglietti mai sopra i 10 euro, a meno che il tagliando d’ingresso non comprenda una performance dal vivo.
Questo SYS, dice il direttore artistico Carlo Griseri, coadiuvato dal suo vice Alessandro “Tweed” Battaglini e da una straordinaria crew di collaboratori e selezionatori dall’elevatissima preparazione professionale e competenza cinematografica/musicale, "inizia quest’anno con un’alba (quella “A Ovest” dei Casino Royale) e si chiuderà domenica 8 marzo con un “final act” dedicato a David Bowie e al suo ultimo disco in vita". Rivendica, il Seeyousound, la sua struttura in costante evoluzione creativa, cangiante nelle forme espressive ma sempre coerente con i principi di qualità e stile di un festival torinese. A partire dall’interazione con il pubblico, richiamato anche da eventi di musica live (appunto i Casino Royale, ma non solo) come antipasto o coda o afterparty delle proiezioni. Il budget minimo sindacale faticosamente raggiunto ha imposto un programma più contenuto nei titoli (in realtà, ha più che altro costretto al taglio delle repliche; quindi, se volete vedere qualcosa in particolare, attrezzatevi subito online) e a limitare gli svolazzi glamour, peraltro qui sempre rari e composti, rigorosamente in linea con “la musica e il cinema sopra ogni altra cosa”; soprattutto la fuffa.
Viva il Seeyousound. Che resiste, che lotta e che soprattutto ci fa emozionare, divertire, riunire.
