La genesi dell'Associazione Italiana Calciatori

Il 14 novembre 1945 Tuttosport pubblica un articolo che racconta la prima riunione tra i rappresentanti dei calciatori per gettare le basi dell'attuale AIC. Nello stesso giorno, viene fondata anche l'Associazione Nazionale Maestri di Ballo (ANMB)
La genesi dell'Associazione Italiana Calciatori

L'Associazione Italiana Calciatori è stata fondata il 3 luglio 1968, ma la sua genesi affonda le radici ben più indietro negli anni. Questo un estratto dell'articolo, a firma Carlo Bergoglio, pubblicato su Tuttosport del 14 novembre 1945. «I rappresentanti dei calciatori d'una ventina di società di Serie A, B e C venivano radunati nella sede dell'Internazionale e decidevano quanto segue: di gettare le basi dell'Associazione Calciatori Italiani per la quale venivano nominati commissari provvisori Camolese del Vicenza e Goffi del Cuneo, segretario Frossi della Pro Patria e cassiere Campatelli dell'Internazionale; di chiedere alle società, tramite la Federazione, l'aumento del 100% delle indennità giornaliere ai calciatori; di chiedere alla Federazione un compenso fisso per i calciatori chiamati nelle Rappresentative e l'erogazione del 30% sugli incassi netti in tali incontri a favore di un fondo di assicurazione per tutti i calciatori».

 Così nacque l'Associazione Nazionale Maestri di Ballo

Con atto del notaio dottor Luigi Anderloni di Milano, il 14 novembre 1945 viene costituita l’Associazione Nazionale Maestri di Ballo (ANMB) che ancora oggi opera su tutto il territorio nazionale e ha la propria sede centrale nella città di Modena. Nata come ente tecnico e morale senza fini di lucro, l’associazione ha quale principale obiettivo quello di “promuovere, pubblicizzare e rendere manifesta l’arte del ballo e della danza in tutte le sue forme, dal punto di vista sociale, sportivo, culturale, educativo, ludico, ricreativo e terapeutico”. Il Consiglio direttivo nazionale in carica, presieduto da Pietro Luigi Petracca, è stato eletto nell’aprile del 2016 e resterà in carica fino al 2021: l’attività si sviluppa in tutto il territorio grazie ai 18 consigli regionali presenti, uno per ciascuna regione con Abruzzo-Molise e Piemonte-Valle d’Aosta rispettivamente “riunite” in un solo consiglio.

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