Onesti, il commissario che salvò il Coni

Il 19 novembre 1945 viene avanzata domanda affinché l’Ente sia autorizzato “all’esercizio di totalizzatori, scommesse e concorso pronostici”. Nello stesso giorno, Dal Verme viene nominato commissario straordinario della Federazione Scacchistica Italiana
Onesti, il commissario che salvò il Coni© ANSA

Gian Carlo Dal Verme ha dedicato gran parte della propria esistenza agli scacchi. Nato a Milano nel 1908 e nel capoluogo meneghino scomparso 77 anni più tardi, il dirigente ha ricoperto per lungo tempo la carica di presidente della Società Scacchistica Milanese. Il 19 novembre 1945, quindi, la svolta che ha dato un'importante accelerata alla sua ascesa: Dal Verme viene nominato commissario straordinario della Federazione Scacchistica Italiana, di cui ricoprirà la carica di numero uno dal 1947 al 1949 in un primo momento e soprattutto dal 1958 al 1980 in un secondo. Contestualmente risulta tra i soci fondatori nel 1951 della Federazione Internazionale degli Scacchi, per poi assumere il ruolo di socio onorario, amministratore aggiunto e quindi revisore dei conti. Grande appassionato di musica, inoltre, ha unito le proprie passioni componendo anche l'inno ufficiale della stessa Fide.

Onesti, il commissario che salvò il Coni

Il Governo Parri lo aveva nominato nel 1944 allo scopo di verificare l’opportunità di liquidare il CONI, considerato un organismo di chiara impronta fascista. Invece il Commissario straordinario Giulio Onesti, in appena due anni, riuscì a creare le condizioni per far sopravvivere l’Ente ideando una struttura democratica e ponendo basi concrete e solide per la sua rinascita, avviandolo in quel percorso che l’ha reso perno vitale dello sviluppo dello sport nel Paese. Il 19 novembre 1945 Onesti chiede che l’Ente sia autorizzato “all’esercizio di totalizzatori, scommesse e concorso pronostici”: ricevuta l’autorizzazione, l’anno successivo decide di affidare alla Sisal la gestione dei concorsi. Onesti si dimette da Commissario nel luglio del 1946 e viene scelto come presidente, ruolo che ricoprirà per 30 anni: sotto la sua presidenza, tra gli altri traguardi, l’Italia viene scelta per i Giochi Olimpici Invernali di Cortina nel 1956 e per l’Olimpiade di Roma 1960.

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