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Coronavirus, Speranza: "Ro sceso sotto 1. In fase 2 tantissima gradualità"

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Le dichiarazioni del ministro della Salute sulla situazione dell'emergenza Covid-19 in Italia: "Siamo ancora davanti ad una sfida difficile. È prematuro fare date, partiremo dalle cose più essenziali per la ripresa"

Coronavirus, Speranza:
© ANSA
martedì 7 aprile 2020

TORINO - "L'R0 è sceso sotto 1, è un un risultato straordinario se si pensa che poche settimane fa eravamo oltre il 3". Così il ministro della Salute Roberto Speranza a 'diMartedì' su La7. "È prematuro fare date, partiremo dalle cose più essenziali per la ripresa come alcune attività produttive. Poi con intelligenza coinvolgeremo anche le persone. Non dobbiamo abbassare la guardia. Stiamo lavorando al domani ma anche nella fase 2 dovremo convivere col virus, perchè il virus non scomparirà". Fino a poco fa, ha sottolineato Speranza, "la curva cresceva in modo drammatico. Oggi, essere leggermente sotto il dato per l'indice di trasmissione R con zero ci dice che le misure hanno funzionato e possiamo iniziare a programmare il futuro, ma sempre con i piedi per terra e rispettando le regole perchè basta pochissimo per rovinare tutto il lavoro fatto finora" ha aggiunto.  

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Il ministro della Salute ha spiegato: "E' necessaria grande cautela e gradualità. Nella fase 2 sarà importante investire sulla Medicina del territorio e sui Covid-Hospital per superare la struttura dell'ospedale 'misto'. Inoltre, ci sarà una campagna di test diagnostici e test sierologici e punteremo sull'uso di nuove tecnologie con il lancio di una app che ci consenta una maggiore velocità nel tracciare i casi positivi". Poi, ha dichiarato: "La situazione resta seria e non va sottovalutata. Ma quello che è evidente negli ultimi giorni che le misure adottate dal governo stanno dando qualche primo risultato, c'è una riduzione della pressione sui pronto soccorso.La direzione è quella giusta, ma guai a pensare che il nemico sia stato sconfitto. Siamo nel pieno della battaglia. La fase 2 sarà necessaria e dovremo convivere con il virus che non scomparirà. Dovremo organizzare la nostra vita sociale che ci consenta di uscire un po' alla volta dal lockdown, servirà tempo e gradualità. Serviranno più ospedali Covid e usare le nuove tecnologie". 

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