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Coronavirus, ecco l'app per il tracciamento: come funziona

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Il Governo ha accelerato nelle ultime ore e il commissario Arcuri ha firmato l'ordinanza: si chiamerà Immuni

Coronavirus, ecco l'app per il tracciamento: come funziona
© EPA
giovedì 16 aprile 2020

L'app italiana per il tracciamento del contagio del Coronavirus si chiamerà Immuni. Il Governo ha accelerato nelle ultime ore e la scelta è stata formalizzata con la firma del contratto da parte del Commissario Domenico Arcuri. Il sistema dovrebbe essere testato prima in alcune regioni pilota per poi estendersi. Iniziano a delinearsi più chiaramente i contorni del sistema di 'contact tracing' italiano, che dovrebbe aiutare a gestire la 'fase 2' della ripresa. Mentre l'Europa ha dettato le regole per l'app: anonimato e niente geolocalizzazione, sì a bluetooth e volontarietà. Criteri che vedono il plauso del Garante Privacy Antonello Soro. L'app sarà "un pilastro importante nella gestione della fase successiva dell'emergenza", la sperimentazione sarà in alcune regioni pilota, poi verrà estesa, ha spiegato Domenico Arcuri, Commissario per l'emergenza, che auspica "una massiccia adesione volontaria dei cittadini".

Come funzionerà l’app Immuni per il tracciamento

L'applicazione è stata messa a punto dalla società milanese Bending Spoons in partnership con il Centro Diagnostico Santagostino di Luca Foresti e Jakala. L'app ha partecipato alla selezione del ministero dell'Innovazione ed è stata scelta tra le oltre 300 proposte arrivate. Si basa sul bluetooth, principio cardine su cui si muove l'Europa. Proprio oggi la Commissione Ue ha dettato infatti le regole per il sistema di tracciamento: anonimato e niente geolocalizzazione, sì a bluetooth e volontarietà. "I Paesi Ue stanno convergendo verso un approccio comune" con "soluzioni che minimizzano il trattamento dei dati personali", scrive l'Europa nel documento stilato oggi in collaborazione con i governi. Oltre ai requisiti di volontarietà e interoperabilità tra Stati, già ribaditi, l'Ue si sofferma in particolare sulla tecnologia giudicata più idonea per le app di tracciamento, cioè il bluetooth che deve "stimare con sufficiente precisione" (circa 1 metro) "la vicinanza" tra le persone per rendere efficace l'avvertimento se si è venuti in contatto con una persona positiva al Covid-19.

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