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Zangrillo: "Addio coronavirus? È solo la realtà". Pregliasco: "Diminuita carica virale"

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Il direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano replica alle accuse ricevute. E il virologo supporta la sua teoria

Zangrillo:
© ANSA
lunedì 1 giugno 2020

MILANO - Il direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, il prof. Alberto Zangrillo, torna a parlare dopo le polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni a 'Mezz'ora in più': "Il Covid-19 non esiste più, qualcuno sta terrorizzando il Paese e dovrà assumersi la responsabilità". In questa circostanza il medico si rivolge a Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico, che aveva commentato duramente, dichiarandosi sconcertato: "Sono molto dispiaciuto - ha detto Zangrillo all'Adnkronos - che Locatelli sia sconcertato. In medicina non esistono punti di vista e chi dice che il mio è un punto di vista sbaglia prospettiva. Io riporto la realtà dei fatti". Il dottore ha replicato pure alla sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che aveva definito "fuorvianti" le parole di Zangrillo: "Rassicuro la sottosegretaria Zampa: non ho detto che da domani ci possono essere gli assembramenti. Ho detto che sarà opportuno essere cauti per un certo periodo. D'altronde, il viceministro Sileri, che parla la mia stessa lingua, sa che parlo a ragion veduta". Infine il direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano ha aggiunto che anche l'infettivologo Matteo Bassetti, dell'ospedale San Martino di Genova, la pensi come lui: "Una ragione ci sarà...".

Coronavirus, Pregliasco su parole Zangrillo

Dell'argomento ha parlato anche il virologo Fabrizio Pregliasco, intervenuto durante la trasmissione Agorà su Rai3: "Dal punto di vista clinico i casi attuali sono oggettivamente meno pesanti. Bisogna capire se il virus sia davvero mutato". Alcuni studi avrebbero mostrato delle "varianti meno aggressive, ma non sappiamo quanto potrebbero essere diffuse. Zangrillo ha ecceduto nei toni", ma non è l'unico. "Uno studio di Clementi del San Raffaele, su 200 casi, ha dimostrato che la carica virale ora è inferiore", ha detto il direttore sanitario dell'IRCCS Galeazzi di Milano. "Anche nel nostro ospedale vediamo meno casi e meno pesanti". Tra le ipotesi "potrebbe essere che questa prima ondata abbia toccato in modo più massiccio le persone più fragili e con più comorbidità". Questo non vuol dire però che si possa star tranquilli. "Questo virus ci ha presi alla sprovvista. Quindi è giusto pensare al peggio. Ancora circola e ognuno di noi deve sentirsi potenzialmente contagioso".

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