Conte: "Vaccino non sarà obbligatorio. Natale? No a vacanze sulla neve"

Ospite di Lilli Gruber a "Otto e mezzo" su La7, il Premier ha parlato di vari argomenti: "La scuola? Proviamo a riaprirla nelle prossime settimane"

Conte: "Vaccino non sarà obbligatorio. Natale? No a vacanze sulla neve"

TORINO - Ospite di Lilli Gruber a "Otto e mezzo" su La7, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affrontato molti argomenti, a partire dal Dpcm sul quale si sta lavorando: "Sullo spostamento tra regioni a Natale, ci stiamo lavorando ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse. Tuttavia, il periodo natalizio richiede misure ad hoc. Si rischia altrimenti di ripetere il ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile. Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile. E con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo. Non è possibile consentire vacanze sulla neve, non possiamo permettercelo. Sei persone massimo in casa? Uno stato libero e democratico non puo' entrare nelle case e dire quante persone siedono a tavolo. Vogliamo ridurre la socialità ma consentire la tradizione a noi molto cara dei doni. In questo senso è controproducente limitare gli orari dei negozi. Spero che venerdì l'Rt, l'indice che misura la velocità del contagio, si avvicini all'uno. Significherebbe che siamo riusciti a congelare".

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Vaccino non sarà obbligatorio

Giuseppe Conte esclude che ci possa essere un obbligo del vaccino: "Non c'è un orientamento per l'obbligo del vaccino, ma lo raccomandiamo. L'obbligo è scelta forte. Io lo farò senz'altro perché quando sarà ammesso sarà sicuro e testato. Sarà disponibile prima per le categorie vulnerabili ed esposte. Penso che il vaccino ci sarà da fine gennaio". Si passa poi a parlare di Recovery fund: "Il Consiglio europeo di dicembre sarà decisivo per trovare l'accordo sul Recovery fund. C'è un problema, un veto politico di Polonia e Ungheria. L'ostacolo è questo. Ma c'è grande senso di responsabilità e confido che i paesi che hanno posto il veto sullo stato di diritto rivedano la posizione. È giusto che lo facciano perché altrimenti danneggeranno le loro stesse economie. Presentiamo già a febbraio il piano nazionale italiano per il Recovery fund, siamo poco in ritardo rispetto ai tempi iniziali ma c'è un'interlocuzione settimanale con la commissione europea. Abbiamo messo a punto un meccanismo e una struttura normativa e operativa. C'è da creare struttura operativa ad hoc con un profilo manageriale che garantisca il monitoraggio dei progetti e la verifica della loro attuazione. Sarà una struttura condivisa presso Palazzo Chigi ma con il coordinamento di altri ministeri. Inoltre, condivideremo i piani con tutto il Paese, lo faremo in Parlamento, ora ci sarà un aggiornamento sui progetti".

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Progetto scuole

Il Premier non ha visto di buon occhio lo sciopero degli statali: "Lo sciopero è un diritto, non entro nel merito della decisione. Ma non credo sia questo il momento di scioperare. Farlo per il rinnovo contrattuale e per incrementare le risorse già cospicue stanziate in manovra, non è un bel messaggio per il Paese". Ottime impressioni invece sono state tratte dal dialogo con Forza Italia"C'è un dialogo da tempo con Forza Italia in Parlamento. Auspico una collaborazione con Forza Italia come l'ho auspicato con tutte le forze opposizione.Infatti, ci siamo seduti al tavolo con l'opposizione, sono anche venuti a palazzo Chigi. E l'ultima volta hanno detto che il confronto lo vogliono in parlamento. Io ero, sono e sarò disponibile. Devo riconoscere che Forza Italia si è predisposta per un dialogo costruttivo. E ha anche spiegato che non vuole allargare la base del governo ma restare all'opposizione. (...) Forza Italia ha assunto un approccio dialogante e costruttivo. È emerso il loro senso di responsabilità". In riferimento alle scuole, questo l'obiettivo: "Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale, stiamo lavorando per questo". In conclusione Conte assicura di non voler diventare leader politico del Movimento 5 Stelle: "Non ho l'ambizione di diventare il capo politico dei 5 Stelle. Rispetto le lore dinamiche interne, li seguo con attenzione e con affetto ma non ho questa ambizione. La rivalità con Di Maio le leggiamo sui giornali e ci scambiamo messaggi ironici su questo. Dimissioni di Salini? Non confermo, sta facendo bene".

Gli aiuti in arrivo

In riferimento ai nuovi aiuti in arrivo per la popolazione e le categorie in difficoltà, queste le parole di Conte: "Abbiamo stanziato 2 miliardi aggiuntivi ed è previsto uno scostamento di 8 miliardi, sappiamo quanto vale il Natale. Abbiamo messo sul tavolo consistenti ristori. Continueremo ad intervenire per i lavoratori rimasti fuori dal primo intervento, anche con dei decreti per le città turistiche. Dobbiamo intervenire per la cultura, lo spettacolo e il turismo e interverremo anche per partite IVA e autonomi. Lo scostamento che abbiamo chiesto è dedicato a loro". Il Presidente del Consiglio ha risposto anche a una domanda sul commissario alla Sanità in Calabria: "Domani abbiamo un Consiglio dei ministri, domani dobbiamo chiudere questa partita". "Noi abbiamo già tantissime risorse, abbiamo i fondi strutturali, la legge di bilancio, il Recovery. È necessario cambiare passo nella capacità amministrativa per realizzare i progetti in tempi certi. Perché non ho mai chiamato Draghi? Io mi fido del mio ministro dell'Economia e degli economisti del Mef", ha aggiunto sul Mes.

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