Basket Nba. La notte indimenticabile di Banchero. E dell'Italia

Paolo scelto al n. 1 da Orlando, perché più completo e maturo di Holmgren e Jabari Smith jr. E promette di venire in Nazionale nel 2023. Procida chiamato alla 36 e Spagnolo alla 50. Tre italiani scelti nello stesso anno, mai successo. E non è finita qui...
Basket Nba. La notte indimenticabile di Banchero. E dell'Italia© EPA

TORINO - La notte indimenticabile del basket italiano è uno squarcio di azzurro sul futuro. Anzi di porpora, il colore dell’abito Dolce & Gabbana che tanto sarebbe piaciuto a Prince e avrebbe fatto imbizzarrire il compianto professor Dido Guerrieri preso nella sua proverbiale scaramanzia. Alle 2.10 italiane del 24 giugno 2022, le 20 e 10 della sera precedente newyorchese, il commissioner Nba Adam Silver al Barclays Center di Brooklyn ha appena pronunciato a perfezione il nome di Paolo e arrotondato solo un po’ la erre del cognome ligure: Banchero. Prima scelta assoluta del draft Nba 2022 da parte degli Orlando Magic, per la commozione della famiglia presente, mamma Rhonda Smith allenatrice, già giocatrice Women Nba, il fratellino Giulio, papà Mario. Paolo n. 1 un po’ a sorpresa, seconda promessa con il passaporto italiano a ricevere tale onore dopo Andrea Bargnani nel 2006. Ma il ragazzone di 2,10 minimizza: «Non è molto giusto nei suoi confronti. Bargnani è nato e cresciuto in Italia, io a Seattle. Sono comunque molto orgoglioso di poter rappresentare l’Italia nella Nba. E ci vedremo il prossimo anno in Nazionale», parole del ragazzone di 2 metri e 10.

I BATTUTI Vedere Chet Holmgren alla 2 per Oklahome City e  Jabari Smith jr scornato, incupito, finire alla n. 3 a Houston, che avrebbe voluto Paolo, non è però una sorpresa per i bookmakers che avevano cambiato le quote a inizio giornata. Già, bisognerebbe sempre prestare attenzione agli allibratori... Il banco non perde mai. Sorprende invece che alla n. 36 - secondo giro - Portland abbia chiamato, già in accordo con Detroit che ne avrà i diritti, Gabriele Procida da Como (e di famiglia campana). Un 2002 pure lui. E che alla 50 Minnesota abbia pronunciato il nome di Matteo Spagnolo, brindisino 2003. Mai era capitato a due italiani di finire nel draft dello stesso anno, figuriamoci tre. Ma del resto quella del 24 giugno italiano 2022 resterà nella memoria come la notte della svolta, la notte in cui il nuovo ct Gianmarco Pozzecco ha intuito quale possa essere il potenziale della sua Nazionale nei prossimi anni. Perché i tre ragazzi mica sono soli. Altri ne verranno e altri saranno protagonisti in Europa.
Intanto è stata la notte di Paolo che ha scelto di farsi italiano nel 2020 in onore del suo avo partito a fine Ottocento, da Valbrevenna, Liguria che s’inerpica laddove finisce il mare. Banchero conosce il valore della memoria, delle radici e della storia. Anche personale. Fermato ragazzino dalla polizia locale per il colore della sua pelle. Con tante scuse successive. La memoria lo ha indotto a vestire il porpora dei Washington Huskies, l’università di Washington dove papà e mamma, coppia multirazziale, cioè normale, si sono conosciuti mentre giocavano (papà a football americano) e studiavano. E se uno che conosce il valore della memoria dice che sarà azzurro verso i Mondiali 2023 viene da credergli sulla parola. Del resto due anni giusti fa Paolo diceva in una intervista a Tuttosport: «Ho scelto l’Italia perché voglio essere diverso da tutti, quando mi è arrivata la richiesta non potevo certo dire no. Poi la mia famiglia si sente italiana, papà e i suoi fratelli e parenti hanno sempre tenuto molto alla loro storia». Viene da credergli anche adesso che è diventato un n. 1 e le responsabilità appesantiscono le sue spalle e arricchiscono il suo domani non soltanto di aspettative. Di ragazzo serio e dalla grande etica lavorativa, come ricorda coach K. Mike Krzyzewski lo ha allenato a Duke ed è stato il primo a congratularsi nel video Nba. Paolo, sesto ragazzo dei Blue Devils a diventare n. 1 in era moderna, dopo Art Heyman 1961, Elton Brand 1999, Kyrie Irving 2011 e Zion Williamson 2019. Paolo che nel primo e unico anno di college ha ripagato coach K con 17,2 punti, 7,8 rimbalzi e 3,2 assist, il 52% al tiro dal campo. «Hai dimostrato di essere anche un leader, avrai una luminosa carriera».

MATURO Perché Paolo abbia superato Smith e Holmgren è comprensibile e quasi evidente. Paolo appare più solido di testa e più completo come giocatore, nei confronti di Holmgren da un punto di vista fisico e del tonnellaggio; di Jabari Smith jr (figlio del Jabari scelto nel Duemila al n. 45) forse per personalità e versatilità, ma anche per maturità umana. Ma il viaggio è appena cominciato e il draft è solo una previsione, talvolta ribaltata dai fatti. E su questo c’erano poche certezze. Non sappiamo cosa e chi diventerà Banchero, se uno Shane Battier più tosto, o un All Star, o una via di mezzo tra Tobias Harris e John Collins. Ma sappiamo che lavorerà al massimo, che è competitivo, è competo (sa passare, tirare da fuori e costruirsi un tiro, palleggiare, difende). E ha grande intelligenza non solo in campo. Il viaggio comincerà più in là, crediamo, per Procida e Spagnolo dopo un anno o due di maturazione in Europa, potendo negoziare il proprio contratto. Banchero invece partirà da non meno di 9,09 milioni di dollari al primo anno, per salire poco alla volta per 4 stagioni (rinegoziabili dopo le primi tre stabilite). Ma davvero il denaro è l’ultimo degli obiettivi dell’ambizioso Banchero. Anche in questo è un po’ diverso dal classico atleta americano, il cui valore è riconosciuto in base al guadagno. E non è soltanto per l’azienda alimentare di famiglia, la Mondo & Sons, allevamento di 33 acri e macelleria fondata nello stato di Washington da Armando detto Mondo, Banchero. Che probabilmente uscì lasciando dietro sè la porta aperta. Al ritorno a casa di Paolo.

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