Quelle centinaia di girasoli per Ale, morto a 15 anni giocando a basket

Nel parco di Via Dezza, a Milano, da otto anni, ogni giorno i suoi genitori lasciano un fiore, strappato da una mano incivile. Il 29 novembre un tappeto giallo sarà la migliore risposta al cinismo di chi ha troppo vuoto dentro per riuscire a riempirlo

Il parco di Via Dezza, a Milano, si trova in zona Tortona, vicino ai Navigli, Porta Genova e Via Solari. Alessandro Meszely ci andava volentieri, per giocare a basket insieme con gli amici. Proprio lì, otto anni fa, Ale è morto improvvisamente. Aveva 15 anni. Da quel giorno, ogni giorno, la mamma Laura e il papà Giorgio lasciano un girasole, il fiore preferito del figlio. Ma, da qualche mese, una mano incivile lo strappa e ha pure macchiato il biglietto che Laura aveva scritto per dire: «Non strappatemi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo girasole mi ricorda. Grazie, Alessandro». L'anonimo cinico ha sputato fiele: «Se tutti mettessero un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera». Ha fatto male i conti. Denunciata nella pagina delle lettere del Corriere della Sera e sui social del quotidiano, la vicenda ha scatenato una reazione di cuore e di testa. 

L'iniziativa

Ha scritto Giangiacomo Schiavi: "Milano ha reagito d’impulso. Con affetto e solidarietà. Centinaia di mail, messaggi e telefonate al giornale e ai genitori, dal mattino alla sera. Tutti nella stessa direzione. Tutti a dire: non funziona così. Il fiore resta. Il fiore vale. 'Oggi per noi la giornata è stata dura, sì, ma limpida: qualcosa si è mosso. Una crepa si è formata. Dalla crepa è passata l’antica sofferenza, ma anche inaspettato calore', dice la mamma. Un ragazzo ha scritto: «Non conoscevo Ale, ora sì». Altri lettori: «Quel girasole lo difendo anch’io». «Inondiamo Milano di girasoli», «Facciamo un tappeto di petali gialli». Così, sabato 29 novembre, dalle 14.30, spontaneamente, senza nessun bisogno di organizzarsi, la comunità del basket si ritroverà al parco di Via Dezza.  Ognuno porterà un girasole, il fiore del sole e della luce, dell'energia vitale. Quella che Ale possedeva e possiedono i suoi amici, per non dire della straordinaria forza d'animo dei suoi genitori. La stessa che li ha spinti a fondare l’associazione The Dab Game, per difendere i campi sportivi dei giovani. Prima azione andata a segno: la ristrutturazione del campo da calcio di San Vittore, realizzata grazie al denaro guadagnato facendo i camerieri agli eventi. Prossimo obiettivo: un campo di softball. I girasoli sanno sempre da che parte voltarsi.

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