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Europei, regno di Gasol Ma l'Italia c'è

Europei, regno di Gasol Ma l'Italia c'è

Pagellone di fine torneo: Scariolo si consegna alla storia, gli azzurri convincono, le sorprese sono Lituania e Repubblica Ceca. Francia, il bronzo non basta, Serbia e Croazia, che delusioni!twitta

martedì 22 settembre 2015

ROMA – Gli Europei di Lilla vanno in archivio come l'edizione dominata da Pau Gasol (foto). Per lui voto 10: per ritrovare un impatto del genere da parte di un solo giocatore serve forse tornare indietro di dieci anni, quando Dirk Nowitzki portò la Germania sino alla finale in Serbia.

Non a caso, in quell'edizione il tedesco era stato l'ultimo a superare i 25 punti di media, traguardo tagliato da Gasol a Lilla (voto 9 alla Fiba), location che ha fatto registrare tre record consecutivi di pubblico, con oltre 26.000 spettatori. Un successo anche la scelta di disputare una prima fase in quattro paesi diversi: a Montpellier, Berlino, Zagabria e Riga i pienoni non sono mancati.

NELLA STORIA – Sergio Scariolo (voto 9) è nella storia con tre titoli Europei alla guida della Spagna. Merito di Gasol, ma anche con un Pau stellare gli iberici – privi di mezza squadra - erano partiti con due ko nelle prime tre gare. Se la crescita si è rivelata così continua e inesorabile, simboleggiata da Sergio Rodriguez (8) e Llull (7,5), significa che l'opera del tecnico è stata enorme, a cominciare dalla capacità di farsi seguire dalla squadra.

CONVINCENTE – L'Italia (voto 7) ha saputo battere la Spagna, rifilandole 105 punti, nel match in cui gli azzurri hanno finalmente espresso il proprio potenziale. Sulla spinta di Gallinari (8,5) e Bargnani (8) l'Italia ha mostrato un'anima, sfiorando la semifinale, e costruendo in funzione Preolimpico. Gentile (7,5) è in rampa di lancio anche in ambito europeo, lo ha confermato con Europei di grande maturità, rovinati però dall'errore nell'ultimo possesso contro la Lituania. Gli azzurri hanno portato tre giocatori, Gallinari, Gentile e Belinelli (7,5) tra i primi sette realizzatori.

PROMOSSE – Le sorprese sono state Lituania (voto 8,5) e Repubblica Ceca (8), che andranno rispettivamente a Rio e al Preolimpico. I baltici hanno battuto la Serbia nonostante un organico inferiore, se si eccettuano Valanciunas (8) e Maciulis (8,5), mostrando un valore superiore alla somma dei singoli. Merito dell'esperta guida di Kazlauskas (8). I cechi sono stati trascinati da Satoransky e Vesely (8,5 a testa), meritevoli forse di un posto nel quintetto ideale del torneo.

CONSOLAZIONE – La Francia (voto 6) è tornata sul podio per la terza volta di fila, ma non ha sfruttato il vantaggio di giocare in casa. Il bronzo è il risultato minimo. Il migliore dei francesi è stato Gobert (8), nel quintetto ideale è andato però De Colo (7,5), miglior guardia in un reparto tradito sul più bello da Parker (5,5). Premio di consolazione anche per la Grecia (6,5), andata al Preolimpico pure se le premesse erano più promettenti: ora dovrà ripartire senza Spanoulis e Zisis (9 alla carriera in nazionale per entrambi), toccherà ad Antetokoumpo (7) guidare il nuovo corso.

DELUSE – La lista è lunga, la Serbia (5,5) aveva tritato tutti gli avversari fino alla semifinale, contro la Lituania ha perso il ritmo e contro la Francia si è spenta. Teodosic (5,5) è sparito, con 4/20 al tiro nelle ultime due gare, poco meglio ha fatto Bjelica (6) che a Berlino era stato straordinario.

A deludere è stata anche la Croazia (4,5), non a caso Perasovic (4.5) si è dimesso subito dopo il naufragio contro la Repubblica Ceca. Il talento non mancava, ma la solidità non si è mai vista. La Turchia (voto 5,5) si era illusa dopo i due successi su Italia e Germania, ma a parte gli sprazzi di Ilyasova e Dixon (6,5) e la luce del 20enne Osman (7,5) i turchi sono spariti sul più bello.

La stessa Germania cullava grandi sogni, tra la location di Berlino e la presenza di tre giocatori NBA, ma Nowitzki (6 per questi Europei, 9,5 per la carriera in nazionale) è sul viale del tramonto e Schroeder (6,5) ha avuto grandi cifre – secondo realizzatore alle spalle di Gasol - ma è delittuoso il lavoro del play che non sa coinvolgere Nowitzki.

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