© CIAMILLOBOLOGNA - Ci risiamo, come in ogni serie tv che si rispetti. Stasera va in onda il terzo episodio di Virtus-Olimpia, col finale di stagione ancora lontanissimo, che magari assegnerà pure lo scudetto, lasciando però aperta ogni trama per il futuro. Il conto per adesso dice 2-0 per Milano, ma non vuol dire niente. Equilibrio e pronostico in bilico sono gli ingredienti di ognuna di queste sfide.
Le V Nere in casa hanno perso in Eurolega soltanto un paio delle otto partite giocate (Hapoel e Olympiacos), tanto da accreditare prima il PalaDozza e adesso l'Arena in Fiera come un fortino con fossato e ponti levatoi. Entrambe le squadre sono alle prese con diverse assenze. La Virtus ha Edwards out per un paio di settimane, Diarra forse pure di più (distorsione alla caviglia sinistra rimediata con Trieste), Smailagic ancora indisponibile. «Abbiamo fuori tre uomini - dice Dusko Ivanovic -, di cui due centri. Ci aspetta uno sforzo importante in una partita complessa. Dobbiamo e vogliamo crederci». Milano sarà priva, a sua volta, di Bolmaro.
Le parole di Poeta
Per l'Olimpia sarà la prima a Bologna con Peppe Poeta al posto di Ettore Messina. Il tecnico milanese giocò dal 2010 al 2013 in maglia bianconera, diventando per una stagione pure il capitano. Adesso è pienamente compreso nel suo nuovo ruolo: «Attenzione a Bologna, che in casa viaggia su ritmi da primi posti. Il fattore campo e l'identità difensiva sono i fattori chiave per il suo record. Noi dobbiamo essere equilibrati in attacco, impedendo alla Virtus di correre. Sotto canestro bisognerà fare attenzione a non concedere rimbalzi d'attacco, che loro sono bravissimi a far fruttare».
Gli scontri diretti
Per i nerd dei canestri, il bilancio totale della “neverending story” dice 124-98 per l'Olimpia, con cinque finali scudetto in cui si sono trovate faccia a faccia (3-2 per Milano), ma non l'anno scorso quando si sono incrociate a livello di semifinale. Quel 3-1 a favore della Virtus fu lo scivolo che portò poi Bologna al tricolore nell'agevole finalissima con Brescia. Qui però si tratta di Eurolega. Bologna l'anno scorso vinse la miseria di 9 partite in tutto, mentre ora ne ha già introitate 8 e ne mancano ancora 20 da giocare nella nuova versione.
In classifica l'Olimpia ha un successo in più e non è messa male: un solo pieno di distanza dai play-in, tra l'altro con quattro squadre davanti già battute nello scontro diretto. Dopo Virtus e Pana fuori, i biancorossi avranno cinque gare su sei in casa da sfruttare: gennaio diventa la bussola che orienterà l'eurostagione milanese. E stasera, in Fiera, nuovo sold-out da 10 mila spettatori complessivi.
