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La reale Mutua Torino di inceppa allo sprint
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La reale Mutua Torino di inceppa allo sprint

La Reale Mutua a Latina parte molto bene, lotta e al 36’ si trova a più cinque Negli ultimi 3’15” non segna e sbaglia in difesa. Cavina: «Serve più lucidità»

di Piero Guerrini lunedì 4 novembre 2019

Ancora una volta Torino s’inceppa sul più bello ed esce sconfitta dal parquet di Latina, dopo aver comandato il primo quarto, essersi fermata nel secondo, per ritrovarsi avanti 72-77 a 3’15” dalla fine. Da lì più nulla o quasi. E’ la seconda sconfitta in volata, se aggiungiamo la finale di Supercoppa, con un simile inceppamento, la Reale Mutua arriva a tre e dunque la situazione va esaminata come coach Cavina alla fine garantisce si farà. Latina è stata brava a crederci sempre e comunque, anche quando nulla sembrava funzionare. Torino invece ha smarrito la lucidità nei momenti chiave. Ma conta assai anche il blackout in avvio di secondo periodo, allorquando dal più nove costruito con acume offensivo e tenuta difensiva, ha subito un 11-0 in 2’40”. Insomma, ancora altalenante la Reale Mutua, una sorta di Penelope, con attenuante: se coach Gramenzi ha potuto ruota nove elementi, schierando l’ottavo, Di pizzo, per otto minuti, Cavina ha schierato sette elementi, complici l’infortunio subito dopo due giornate di campionato da Diop e l’acciacco a Cassar.

Evidentemente il tecnico non considera ancora pronti i ragazzi del settore giovanile di Campus (Jakimovski, Ianuale, Castellino nell’occasione) e nessuno quanto lui può avere il polso della situazione. Del resto in una squadra tutta nuova e ovviamente in costruzione, si va con l’affidabilità. Ma è altrettanto evidente che la coperta è corta e si può anche infeltrire nel corso della gara a causa della stanchezza.

Ancor più se l’agente speciale difensivo Toscano può restare in campo 15’ causa problemi di falli, con lo stesso Traini arrivato a 4 penalità come il compagno in 15’57”. Di sicuro sono mancate durezza mentale e lucidità nel finale, manca la presenza di un leader pensante e razionale nei momenti chiave. Emblematica l’azione finale con la palla nelle mani di Marks e nessun vantaggio creato per scaricare a Pinkins da otto metri. Eppure, pur soffrendo in modo inenarrabile a rimbalzo, Torino ha giocato per lunghissimi tratti una buona pallacanestro, creando vantaggi e arrivando a colpire laddove servisse. Ma non è bastato e il girone Ovest di Serie A2, si conferma, come nelle previsioni di Cavina stesso, molto equilibrato. Insomma, Torino deve prepararsi a gestire parecchie volate, a gestirle meglio, anche con difese più attente, perché con Latina ha subito nel finale le giocate altrui, senza riuscire a rompere il ritmo dell’attacco laziale. Nella fattispecie è un po’ mancato Derrick Marks, mentre Alibegovic ha tirato la carretta a lungo, mancando nelle scelte finali.

La regia ha prodotto punti (19 tra Cappelletti e Traini) e ritmo, più che gestire. Bisognerà forse adattare anche l’indole di alcuni ragazzi. Ma la strada è giusta e i margini di crescita sono evidenti. L’analisi di Cavina è estremamente precisa e dura: «Più della gara e della gestione finale in sé, vorrei sottolineare che noi abbiamo perso due partite contro due buone squadre, ma con possessi finali gestiti molto male e questi sono stati decisivi. Abbiamo comunque condotto per 35’, ma nel finale abbiamo di nuovo sbagliato possessi decisivi in attacco e difesa, permesso due volte i backdoor (i tagli dietro l’anticipo del difensore) a loro, poi nell’azione finale non siamo riusciti a creare sul pick and roll, Male questo, bene invece quello che abbiamo fatto in partita, viste le condizioni n cui siamo. Ma dobbiamo essere più lucidi e più freddi. Sapevamo cosa fare, ci abbiamo anche provato, senza riuscirci. In partite punto a punto, come saranno la maggior parte delle partite, dobbiamo essere pronti a giocarle, più lucidi e più bravi, mantenere la concentrazione più alta. Brava Latina che ci ha creduto, torniamo a casa e ci riguarderemo come già contro Treviglio quei possessi finali. Dovremo essere più freddi e bravi nello sfruttare meglio i vantaggi».

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