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Hong Kong, dimostranti contro LeBron James: bruciate le sue maglie
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Hong Kong, dimostranti contro LeBron James: bruciate le sue maglie

Proteste in piazza contro il "Re", criticato per il suo commento al tweet di Daryl Morey, general manager degli Houston Rockets che si era schierato dalla parte dell'ex colonia britannica

mercoledì 16 ottobre 2019

HONG KONG - LeBron James al centro delle polemiche. Non si placa la rabbia dei dimostranti di Hong Kong, scesi in piazza per protestare contro una legge di estradizione che consentirebbe al regime cinese di incarcerare qualsiasi oppositore a piacere. La protesta ha coinvolto la stella dei Los Angeles Lakers, reo di aver commentato nel modo sbagliato il tweet di Daryl Morey, general manager degli Houston Rockets che con un tweet si era schierato al fianco dell'ex colonia britannica con il messaggio “Fight for Freedom. Stand With Hong Kong”. Il "Re", interpellato negli Stati Uniti dai giornalisti una volta finiti gli NBA Games proprio in Asia, aveva dichiarato: "Credo che Morey fosse disinformato sulla Cina, le sue parole hanno avuto ripercussioni gravi".

La vincenda

Le sue risposte, dall'altra parte del mondo, sono state ritenute offensive e contro la libertà di espressione. Ecco perché i dimostranti, che stanno vivendo una drammatica crisi sotto la sovranità della Repubblica Popolare Cinese, hanno cominciato a bruciare le sue maglie in segno di disapprovazione. James, con un messaggio social, ha provato a far rientrare la situazione spiegando meglio il proprio pensiero: ""Quello che dico è che non sono state prese in considerazione le possibili conseguenze di quel tweet. Non discuto la sostanza, ma la mia squadra e questa lega hanno attraversato una settimana difficile. Avrebbe potuto aspettare per scrivere quel tweet".

Nba basker LeBron James

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