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Montezemolo esclusivo: «Juve e Ferrari nel cuore»
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Montezemolo esclusivo: «Juve e Ferrari nel cuore»

Lo sport, l'economia e i loro protagonisti si incrociano nei ricordi di uno dei personaggi più importanti dell'imprenditoria italiana

 Alessandro Vocalelli sabato 23 febbraio 2019

TORINO - Avvocato Luca di Montezemolo, sempre in giro per il mondo? Sempre la stessa vita?
«Sì, è così, anche se vorrei diminuire un po’ il ritmo… Le dico: seguo mio figlio nel fondo Charme, che ha investito in tante aziende importanti. Ho un bel da fare come presidente di Ntv, di Italo, che dopo la Ferrari per me è stata la cosa più importante: pensi che siamo partiti da un foglio bianco e con i nostri treni abbiamo adesso venti milioni di viaggiatori. Vado spesso ad Abu Dhabi, negli States, in Inghilterra, dove ho tanti rapporti professionali e personali. Poi la presidenza di Telethon - che si rivolge a chi è meno fortunato - e quella del Sigaro Toscano, un grande brand italiano… Insomma, non mi annoio».

A proposito di brand italiano. In giro per il mondo, immagino, l’Italia viene ancora identificata con Gianni Agnelli ed Enzo Ferrari, due personaggi fondamentali nella sua vita. Ma cosa direbbero Agnelli e Ferrari dell’Italia di oggi?
«Avvertirebbero sicuramente un grande disagio di fronte a un Paese litigioso che fatica a guardare avanti in termini di innovazione, di investimenti, dimenticandosi delle nuove generazioni. Enzo Ferrari è stato un ambasciatore dell’Italia dal suo ufficio di Maranello, dove riceveva personaggi di altissimo livello. L’Avvocato è stato invece un cittadino del mondo e non mancava mai di enfatizzare l’importanza dell’Italia. Oggi sarebbero molto a disagio di fronte a questo immobilismo e a una situazione in cui si pensa poco al vivere civile». Della Juve, invece, cosa direbbe Gianni Agnelli? Il dominio in Italia è assoluto, ma oggi l’amarezza per la sconfitta con l’Atletico Madrid sarebbe grande. «Certo, una battuta d’arresto pesante. Ma io credo che non sia assolutamente finita. La Juve ha dimostrato di avere forza morale oltre che tecnica. E dopo una caduta si ha ancora più voglia di rimettersi in piedi. Vedrete».[...]

L'ultima è stata quella di Ronaldo. Le sembrava possibile? Ed è a lui che, dopo la caduta di Madrid, si affida ora la Juve per ribaltare la qualificazione a Torino.
«L’acquisto di Ronaldo è stata una sorpresa anche per me. Una bellissima sorpresa. Sono d’accordo che, per battere l’Atletico Madrid a Torino, servirà il miglior Ronaldo, quello dei gol fantastici, il Pallone d’Oro. E lui è come quei grandi piloti - e ne ho visti personalmente - capaci di ribaltare l’esito di una corsa anche partendo lontano dalla pole. Sarà fondamentale anche l’apporto di Andrea Agnelli in questa lunga vigilia. Io sono sicuro che sarà bravissimo a portare nella squadra la giusta tensione, senza sconfinare nel nervosismo. Ogni partita, come ogni Gran Premio, fa storia a sé. E quella di Torino, vedrete, sarà completamente un’altra partita». [...]

Alla Juve oggi c’è Allegri, l’uomo dei quattro scudetti. Come dicevamo la sconfitta di Madrid è stata pesantissima - e in questi giorni ci sono state critiche anche esagerate- ma credo che per la sua professionalità e per quell’aria scanzonata all’Avvocato sarebbe piaciuto molto.
«Sì, gli sarebbe piaciuto molto. Come uomo e come allenatore. Allegri è un coraggioso e ad Agnelli piacevano gli uomini coraggiosi. Questo coraggio dovrà confermarlo nella partita di ritorno contro l’Atletico, come ha fatto già altre volte dando la sterzata decisiva».

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