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Ibrahimovic© Getty Images
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Ibrahimovic: "Juve simbolo del calcio italiano. In A farei ancora la differenza"

Le dichiarazioni dell'ex attaccante bianconero a margine della presentazione della statua a lui dedicata in Svezia: "Per giocare in Italia non vedo nessun problema, faccio meglio di quelli che ci sono "

martedì 8 ottobre 2019

TORINO - Zlatan Ibrahimovic si dice pronto al 100% ancora oggi per la Serie A. "Per come mi sento e per come gioco, faccio ancora la differenza, in Italia e in tutti i paesi" ha detto ai microfoni di Sky Sport nel giorno dell'inaugurazione della statua a lui dedicata a Malmoe. "Ritiro? Vediamo, ci sono tante cose a cui pensare, come vedere fisicamente che opportunità c'è. Ma per giocare in Italia, non vedo nessun problema, faccio meglio di quelli che ci sono" ha detto l'ex di Inter, Juve e Milan. "La Juve secondo me sta facendo grandi cose, è il simbolo del calcio italiano, anche per i calciatori e per le individualità che ci sono in squadra. L'Inter ha un grande allenatore, sta spingendo un po', anche tanto. Altre squadre ci stanno provando ma, secondo me, non sono a livello della Juventus. Un po' dietro la Juve, c'è l'Inter, secondo me" ha detto Ibra, dispiaciuto per il Milan. "Mi dispiace tanto, perché per me il Milan deve essere un club top, non solo come risultati, ma anche come investimenti. Deve avere i migliori giocatori che ci sono nel mondo. Però, oggi non mi sembra che la situazione sia così. Secondo me, devi fare degli investimenti, perché tutto arriva dal proprietario, da chi sta sopra e comanda. Se non fai investimenti, non arrivi da nessuna parte, perché la qualità non é gratis".

Ibrahimovic su Ancelotti e futuro

Ancelotti, nel frattempo, ha detto che lo allenerebbe volentieri se andasse al Napoli. "Sicuro. Ho un bel rapporto con Ancelotti, è un grande allenatore ma, soprattutto, è una grande persona. Ho avuto la fortuna di conoscere prima la persona e poi di lavorare con lui, di averlo come allenatore. Mi spiace sia durato solo un anno, avrei voluto più anni, perché era un bel periodo per la mia carriera e, secondo me, anche per lui". E sugli obiettivi personali, ha aggiunto:"Speriamo di vincere (i play-off, ndr), perché in America c'è un altro sistema, funziona in un altro modo, non é solo tipo un campionato, ma devi entrare nei playoff e, una volta entrato, o vinci o perdi. Adesso, però, una partita alla volta".

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