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Roberto Carlos: "Cristiano Ronaldo come Zidane"

Così l'ex terzino brasiliano: "CR7 e Messi sono due punti di riferimento, come Zizou, Maradona ed Eusebio. Grazie Inter per avermi fatto andare al Real Madrid! Luxemburgo ci tolse vino e birra... Durò 3 mesi!"

giovedì 10 ottobre 2019

LISBONA (Portogallo) - "Cristiano Ronaldo Messi sono due riferimenti come Eusebio, Maradona, Zidane. Ho un grande amore per Cristiano. Nessuno voleva che lasciasse Madrid. Pensavo fosse pazzo quando ha detto che se ne sarebbe andato. Era tutto a Madrid, ha vinto tutto. Ronaldo il "Fenomeno"? L'ho incontrato nel '93. Da quell'anno siamo sempre stati compagni di stanza. Ho dormito più volte con Ronaldo che con mia moglie". Sono le parole di Roberto Carlos, ex terzino brasiliano di Inter Real Madrid, oltre che della Seleçao, rilasciate ai microfoni di Canal 11. "Sono molto grato all'Inter. Lorenzo Sanz mi ha ingaggiato da loro. È stato terribile, senza soldi per pagare i giocatori. Arrivò Florentino Perez e riorganizzò il club. Ha pagato tutto ciò che era in ritardo. Ha creato i Galacticos: Figo, Beckham, Ronaldo, Zidane... C'era una bella atmosfera negli spogliatoi e in hotel. Mi manca, ma ogni volta che ci sono partite di beneficenza, vado e cerco di fare le stesse cose all'interno del bus. L'ambiente calcistico è meraviglioso". 

Roberto Carlos: "Ci tolse birra e vino, Luxemburgo durò 3 mesi"

Un aneddoto sull'esperienza al Real Madrid: "Era la seconda partita di Liga con Luxemburgo, noi avevamo l'abitudine di lasciare le borse nelle nostre stanze e, prima di cena, bere la nostra birra e il nostro vino. Sul tavolo c'erano sempre due bottiglie di vino. Ronaldo e io gli abbiamo detto: 'Professore, le persone qui hanno i loro costumi, lo vedrai, ma cerca di non cambiarli. Non rimuovere le bottiglie di vino dal tavolo e la birra prima di cena perché altrimenti avremo problemi. Che cosa ha fatto? Ha rimosso prima le birre e poi le bottiglie di vino. Durò tre mesi. Il mondo del calcio è piccolo, le notizie viaggiano e 'ciao' alle regole".

Roberto Carlos: "Camacho durò 10 giorni, Del Bosque un amico"

Su Del Bosque e Camacho: "Vicente era più un amico, con lui non avevi bisogno di regole. Ogni calciatore sapeva cosa doveva fare. Ci capiva alla perfezione. Gli allenamenti del lunedì, e a volte del martedì, erano alle 17. Non li mise alle 11, perché sapeva che non sarebbe venuto quasi nessuno. Al tempo di galacticos eravamo sette... Era un pochino pericoloso! Ci controllavamo sempre ed avevamo un buon rapporto. Meno con Camacho, che durò 10 giorni. Arrivò negli spogliatoi e salutò tutti, molto serio, con una storia nel Real Madrid. Io osservavo, in attesa di sentire cosa avrebbe detto. Disse: 'Vi voglio tutti domani alle 7 di mattina'. Normalmente ci allenavamo alle 10.30. Parlammo con lui per fargli modificare l'orario, avevamo le nostre abitudini".

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