Del Piero: "L'amore per la Juve non finirà mai. Dybala è il mio erede"

Così l'ex numero 10 bianconero: "Paulo ha dimostrato grande personalità, reagendo alla grande dopo un'estate difficile. Coronavirus? Spero la A possa riprendere, magari a porte chiuse"

Del Piero© Getty Images for Laureus

LOS ANGELES (Stati Uniti) - Alessandro Del Piero, in collegamento da Los Angeles con Sky Sport, dice la sua sull'eventuale ripresa del campionato, in un'Italia fortemente colpita dal Coronavirus: "I tempi li devono dare il governo e i medici, la priorità deve essere la salute pubblica. Ma il calcio non è un passatempo, in Italia soprattutto è un movimento di spessore economico, che muove tantissimi posti di lavoro, sponsor. Ricominciare a vivere anche con il calcio sarebbe importante. Sono favorevole a ripartire, anche a porte chiuse, basta che la salute sia salvaguardata". L'ex capitano bianconero si divide poi fra passato ("Il difensore più forte che ho affrontato? Tutti quelli che non mi hanno permesso di segnare...") e presente: "Chi è il più forte in circolazione? Oltre ai nomi sacri come Messi, Ronaldo e Neymar, a me piace molto De Bruyne". Del Piero significa Juventus, una maglia che "pesa parecchio. Quando giochi in una squadra di seconda fascia, contano le partite che giochi bene e i gol che fai. Quando giochi nella Juve contano quelle che giochi male e dove non segni. Ci sono critiche e responsabilità, le aspettative sono sempre alte". 

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Del Piero: "Dybala è cresciuto tantissimo"

"Cosa significa la Juve per me? È stata la squadra per cui ho tifato da bambino, ci ho giocato quasi tutta la carriera, ho vinto tutto quello che c'era da vincere, anche la Serie B, e poi quello Scudetto prima di andare via: è un amore che non finisce mai, la mia storia con la Juve è unica". In bianconero c'è un Paulo Dybala che sembra avere tutto per raccoglierne l'eredità, anche come capitano. "In alcune occasioni ha già indossato la fascia - ricorda Del Piero - e se è avvenuto è perché l'ambiente Juventus reputa che sia all'altezza. Per come lo conosco, la sua maturità è cresciuta tantissimo: la gestione di quello che è successo la scorsa estate, la reazione e la determinazione avute in campo sono emblematiche di quanto sia cresciuto in personalità. Oggi è un giocatore completo anche sotto questo aspetto. Se la Juve può vincere la Champions? Ha tutto per riuscirci, poi ci sono 7-8 squadre al suo livello, in maniera diversa, diventa una questione di piccoli dettagli". Ma fra le pagine più belle della carriera di Del Piero c'è il Mondiale vinto con l'Italia nel 2006. "Arrivare a vincere non è facile. Se in otto hanno le stesse qualità per poterlo fare, non è facile primeggiare. In un Mondiale deve essere tutto perfetto in un mese e devi avere anche un pizzico di fortuna. È stato il giusto premio a una generazione di ragazzi straordinaria". 

Del Piero: "Che fascino United ed Arsenal!"

Di quella Nazionale faceva parte anche Totti, amico e rivale. "Sulla ruggine fra di noi di cui si parlava ci abbiamo sempre riso sopra - ammette Del Piero -. Con lui non c'era tanto bisogno di parlare in campo, è stato un campione e l'intesa è facile quando giochi con calciatori del suo livello. Cosa gli chiederei oggi? Come vedeva la figura mia e della Juve, come l'ha vissuta nella sua carriera". L'ex numero 10 bianconero ha giocato anche in Australia e India ma ha sempre seguito la Premier League. "Dove avrei potuto giocare? Londra è molto interessante e questo avrebbe pesato - chiosa -. Ma ho vissuto l'epoca del Manchester United, in quegli anni era la squadra di riferimento del calcio inglese, e anche l'Arsenal ha sempre avuto un grande fascino".

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