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Pirlo: “Tonali? Mi assomiglia per i capelli, ma è molto più completo di me”

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L’ex centrocampista della Juve sponsorizza il talento del Brescia: “È un mix tra me e altri giocatori, sicuramente diventerà un grande”. Poi spiega la nascita della 'maledetta'

Pirlo: “Tonali? Mi assomiglia per i capelli, ma è molto più completo di me”
lunedì 11 maggio 2020

Com'è nata la 'maledetta' di Andrea Pirlo? Lo racconta lo stesso protagonista. L'ex centrocampista della Juve è stato l'ospite speciale della diretta Instagram di Nicolò De Devitiis. “È nata guardando Juninho, che era un giocatore del Lione, che tirava le punizioni in questo modo strano. Mi sono messo lì a vedere come faceva, e pian piano mi mettevo a tirare in allenamento fin quando non ci sono riuscito. Come bisogna fare? Calciando la parte sotto del pallone con la parte finale del piede, cercando di alzarla e poi farla scendere più velocemente possibile”. Il campione del mondo del 2006 ha anche parlato del paragone con il centrocampista del Brescia Sandro Tonali.

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Pirlo: “Tonali? Più completo di me”

Tonali mio erede? Secondo me no, non mi assomiglia come tipo di calciatore, ma più per i capelli e il fatto di giocare nel Brescia. È molto più completo, sia in fase difensiva che di impostazione. È un mix tra me e altri giocatori. Sicuramente è il centrocampista più promettente in Italia, diventerà un grande”.

Pirlo e il rigore di Grosso 

Nel rigore finale di Grosso ero lì in mezzo, eravamo ognuno per i fatti propri. Poi ad un certo momento, prima del rigore di Grosso, ho abbracciato Cannavaro sperando che…Cosa ci siamo detti in quel momento? Avevo chiesto, siccome ero un po’ frastornato, se era l’ultimo rigore. È stato un attimo di stress però fortunatamente è andata alla grande. Sono momenti indescrivibili perché l’adrenalina e la motivazione che hai a giocare una finale, arrivare ai rigori stremato e giocarti la Coppa del Mondo, che è il sogno che hai da bambino, penso sia un’emozione unica che è difficile da descrivere e da raccontare”.

Pirlo: “Se uno non mi fa ridere, non rido”

"Negli spogliatoi chi era il più casinista? Ce ne sono tanti. Io sono uno a cui piace fare gruppo, mi piace ridere e scherzare. Mi piace stare con i miei amici, chi mi conosce sa come sono. Nell’immaginario collettivo Pirlo è sempre considerato serio, come mai? Perché dovrei ridere? Se uno non mi fa ridere, non rido. In campo gioco e penso a fare bene il mio lavoro, non è che mi metto a dire cagate in mezzo al campo. Poi dopo finisce, c’è la cena e parte la rumba. Nel ritiro giocavamo alla Play. Chi era il più forte? Ce la giocavamo io e Nesta”.

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