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Scudetto? Vi dico chi lo vincerà

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Scudetto? Vi dico chi lo vincerà
© Marco Canoniero
 Tony Damascelli venerdì 18 settembre 2020

Non ci sono più i Righeira di una volta ma arriva il campionato di calcio e, dunque, l’estate sta finendo. Se non nel caldo e nei cambiamenti improvvisi del cielo, sul campo è ora di andare al gol anche dalle nostre parti, ultimi nel grande giro d’Europa. Molte le voglie, altrettante le curiosità, mille le stranezze con una base comune, bambole non c’è una lira. Mercato florido nel previrus, di spiccioli e prestiti nel dopo Covid. Ma ai tifosi questo interessa poco, chiedono pane, hanno fame, in attesa delle brioches finite su altre tavole imbandite, dobbiamo prendere quello che passa la cucina, piatti riscaldati e qualche nuova idea che abbisogna di conferma.

Ovviamente la sfida è alla Juventus, dopo nove scudetti tutti di fila dovrà pure concedersi il riposo? È quello che sperano i concorrenti, l’Inter prima di tutti, stando ai progetti del suo allenatore e all’album di figurine messo assieme in questo mercato. L’interrogativo bianconero riguarda Pirlo che purtroppo insegna e non scrive più il compito in classe, la comitiva si è rinfrescata in anagrafe, recupera uomini in difesa, ha un centrocampo inedito e reattivo ma si sa che tutto dipenderà da Cristiano, lui fa risultato ma stavolta lo dovranno fare anche i suoi sodali, altrimenti non si spiegherebbero i due esoneri di allenatori scudettati.

L’Inter ha tutto per vincere ma con l’interrogativo legato al suo gestore, l’organico è un outlet con alcuni pezzi pregiati, la corsa al titolo è il primo pensiero al risveglio e l’ultimo al momento di addormentarsi, del tecnico nerazzurro. Il Milan è reduce da se stesso, intriga ma cerca di organizzarsi tra un ventenne, Tonali e un quasi quarantenne, Ibrahimovic, Pioli deve risolvere l’equivoco. C’è il Napoli che ha in De Laurentiis un ostacolo psicologico, c’è la Lazio, idem come sopra con Lotito, c’è l’Atalanta che non ha problemi di condizionamento ma è chiamata a ripetersi e la cosa non è così automatica come si creda, della Roma non si può prevedere nulla, il nuovo padrone americano sta sistemando i conti, odore di bruciato attorno alla panchina di Fonseca.

Il Torino? Non si hanno notizie se non quelle di propaganda Cairo. Si riparte con i soliti dubbi sul Var, rivisto e corretto, con la comica del mercato aperto, con gli stadi vuoti, una bestemmia che salva i bilanci dei club e uccide il lavoro di albergatori, ristoratori, ambulanti, ferrovie e linee aeree. Non so se vincerà il migliore ma per fortuna si gioca a football. Ne abbiamo bisogno. Basta e avanza in quest’anno maledetto. 

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