Le analisi dei tablet e degli smartphone
Gli investigatori infatti stanno procedendo con l'analisi dei contenuti degli smartphone e nei tablet di Tonali e Zaniolo. Gli elementi che possono emergere dall'esame dei device degli indagati, se difficilmente potrebbero portare la giustizia ordinaria a determinare nuovi scenari o a ipotizzare nuovi reati - la posizione dei tre calciatori è infatti marginale, scommettitori su piattaforme illegali come altri indagati - potrebbero tuttavia fornire informazioni estremamente rilevanti alla giustizia sportiva. Che ha maglie ben più strette di quelle dell'ordinaria su questo tipo di reato. E se per Fagioli questo sembrerebbe scongiurato, visto che il suo cellulare è in mano agli inquirenti da mesi, diverso potrebbe essere il discorso per gli altri due.
Jarre: "Ludopatia in Serie A? Potrebbero essere decine di atleti"
Il quadro poi potrebbe estendersi se emergessero altri nomi da questi device. Come ha spiegato in un'intervista alla Stampa il dottor Paolo Jarre, direttore del Dipartimento di patologia delle dipendenze dell’Asl Torino 3 e terapeuta di Nicolò Fagioli, il tasso di persone con disturbi da gioco d'azzardo tra i calciatori di Serie A è "verosimilmente superiore di tre volte" rispetto all'1-3% della popolazione generale. Considerando una platea di 500 calciatori nella massima serie, questo vuol dire che potrebbero esserci una cinquantina di tesserati con gravi problemi di ludopatia. È bene chiarire un'altra volta, tutto sta nel comprendere quale tipologia di evento sportivo sia oggetto di scommessa perché si violi il Codice di Giustizia Sportiva, ma sono numeri che spaventano.
