Ezequiel Lavezzi, ritiratosi dal calcio giocato nel 2019, nell'ultimo periodo è tornato a far parlare di sé. A fine dicembre l'ex attaccante Napoli era stato ricoverato all'interno di una clinica in Uruguay in seguito ad un incidente. Inizialmente si era parlato di un accoltellamento, notizia smentita dalla dottoressa del centro dove si trovava. Dopo quanto accaduto El Pocho aveva anche postato una foto su Instagram insieme all'ex compagno di squadra German Denis, ma poi è stato nuovamente ricoverato al Dharma Hospital. Il figlio ha smentito le indiscrezioni secondo le quali suo padre sarebbe stato mandato in terapia intensiva per overdose, mentre ora a parlare della situazione di Ezequiel è Mauricio D'Alessandro, il suo avvocato.
Lavezzi, le parole dell'avvocato
D'Alessandro ha dichiarato: "Sta andando molto bene, l'evoluzione è molto favorevole. Resterà in cura per 21 giorni e poi avrà la possibilità di andarsene o restare a seconda delle sue condizioni. I medici stanno cercando di stabilizzarlo, prima di vedere se ha bisogno di cure più lunghe. Non è andato in terapia intensiva come è stato detto. Soffriva di ipomania, un disturbo cronico che colpisce l'umore. Aveva già subito in passato le conseguenze di questa patologia, non è in cura per consumo di stupefacenti o alcol, ma per curare un disturbo psichiatrico che potrebbe spingere qualcuno a farsi del male". L'avvocato ha poi concluso raccontando che "nel cuore della notte ha sentito un rumore e ha pensato che ci fossero persone in casa, così è avvenuto l’accaduto. Quando ha lasciato l'ospedale, ha cercato di superare la crisi da solo. In generale, possono essere necessari dai quindici giorni a un mese. Ma non ci è riuscito, ecco perché è andato in questo posto. È una patologia che richiede cure mediche".