«Sandro Mazzola è stato uno dei miti della mia infanzia e adolescenza. Velocissimo, imprevedibile, tecnico, univa la visione di un regista e la determinazione di un attaccante. L’omaggio a Mazzola è l’omaggio a un ‘architetto del calcio’, capace di anticipare con uno scatto i movimenti degli altri giocatori nel campo da gioco» ha commentato l’architetto Stefano Boeri.
The Playmaker e Mazzola
L’installazione invita i visitatori a provare a rivivere i gol che hanno segnato Sandro Mazzola e a inventarne di nuovi, offrendo un’esperienza interattiva che stimola il movimento e la partecipazione, in un gioco di precisione e strategia ispirato al calcio. “The Playmaker” è stata realizzata nell’ambito del “Manchester International Festival” all’interno della mostra “Football City, Art United” – co-curata dal direttore artistico della Serpentine Gallery Hans Ulrich Obrist, dal regista e scrittore Josh Willdigg e dal calciatore Juan Mata vincitore della Coppa del Mondo e della Champions League e sviluppata da Factory International – che coinvolge 11 artisti e 11 calciatori di fama mondiale con l’obiettivo di esplorare i mondi dell'arte e del calcio in relazione al contributo culturale che entrambi apportano alla vita quotidiana.
Lo studio Stefano Boeri Architetti (hanno lavorato al progetto: Stefano Boeri, Pietro Chiodi - Partners in charge, Anastasia Kucherova - Project Leader e Mohamed Hassan Elgendy), chiamato per progettare una sua interpretazione di questo messaggio, ha scelto di ispirarsi a Sandro Mazzola, leggendaria figura e icona del calcio e figura mitologica nell’immaginario infantile e adolescenziale di Stefano Boeri, che dosando la precisione di un regista e la determinazione di un attaccante, ha anticipato il calcio moderno, inventando un ruolo inedito: il “falso nove” (un goleador che sa agire anche da centrocampista).

Da Cantona a Davids
L’installazione è l’elemento focale della mostra. Collocata al centro dello spazio espositivo, è circondata dalle altre dieci opere tematiche firmate da artisti e calciatori – tra i quali Eric Cantona, Edgar Davids, Alvaro Barrington e Ryan Gander - in un percorso interattivo che trasporterà i visitatori nei ruoli iconici del mondo del calcio indicendoli a riflettere su come arte e calcio possano imparare l'uno dall'altro.
L’opera, visitabile fino al 24 agosto a Manchester, presso gli Aviva Studios – Factory International (uno spazio culturale dedicato alla creatività e alle esperienze immersive in grande scala) prende ispirazione dal carattere industriale della sede, allineandosi con la sua estetica per creare un ambiente calcistico intenso e identitario. Presenta un sistema modulare di pareti, costruite con profili in legno lamellare e pannelli multistrato, posizionate in verticale. Il sistema di aperture circolari presenti sulle pareti è stato progettato con il contributo di calciatori professionisti.
