Paul Gascoigne si è raccontato sull'emittente britannica ITV nel corso del programma 'Good Morning Britain', in vista dell'uscita del suo nuovo libro, ‘Eight'. L’ex calciatore, tra lacrime e grande commozione, ha parlato di diversi particolari momenti della sua vita. Soffermandosi, tra curiosi aneddoti ed episodi tristi, sulla sua tormentata lotta contro l’alcolismo. “Ho bevuto più di un goccio di brandy durante la finale di Coppa di Lega del 1996 con i Rangers. Era l’intervallo, il mister mi chiese se avessi bevuto e io dissi di no. Lui rispose: 'Allora vai a prenderne uno'. Ne bevvi nove, segnai due reti e fui premiato come migliore in campo. Ma non mi fecero andare alla cena dopo la gara perché avevo già bevuto troppo!” ha raccontato ‘Gazza’.
Paura Gascoigne: collassa in camera da letto
Le parole di Gascoigne
"Solo quando mio padre mi fece internare capii che era la cosa migliore che potesse capitarmi. Quegli undici giorni mi hanno salvato la vita” ha spiegato l’ex Lazio. Poi, visibilmente commosso, ha svelato un particolare episodio che ha segnato la sua vita, la morte del piccolo fratello di un suo amico: “Mi ero preso la responsabilità di badare a lui. È corso avanti per un solo metro e una macchina l'ha colpito. È morto tra le mie braccia… credevo respirasse ancora, ma non era così. Ho fatto tante follie ma ora cerco di vedere la vita in modo diverso", ha affermato Gascoigne.
Gascoigne, la lotta con Gazza e la vita sempre più spericolata

La telefonata di Papa Wojtyla
Poi, l’aneddoto della chiamata di Papa Giovanni Paolo II ai tempi in cui l’inglese vestiva la maglia della Lazio: ”Ricevevo telefonate da George Clooney, Dustin Hoffman, Oprah Winfrey. Ricevevo chiamate da ogni dove. La migliore è stata quando Dino Zoff mi ha detto che c’era una telefonata. Ho risposto ‘Ditegli di andare a quel paese, mi sto allenando'. Il mister replicò ‘E' bene che tu risponda alla chiamata'. Io dissi ‘No, mi sto allenando, ditegli che li chiamerò dopo l’allenamento'. Fermò l'allenamento, disse che era importante, quindi ho chiesto 'Chi ca**o è?' Dall'altra parte della cornetta c'era il Papa, Giovanni Paolo II. Gli dissi: ‘Ciao, Papa?‘ e lui riusciva a malapena a capire cosa stessi dicendo, ma mi fece sapere che voleva incontrarmi. Purtroppo arrivai in ritardo. Mi persi anche quello”.