© EPALa Fifa starebbe valutando un ampliamento significativo delle competenze del Var già a partire dal prossimo Mondiale (in cui l'Italia, se dovesse partecipare, partirebbe dalla 4ª fascia), includendo situazioni oggi escluse dal protocollo, come la correzione dei calci d’angolo assegnati in modo errato o le doppie ammonizioni. A riportarlo è il Times, secondo cui la federazione sarebbe pronta a chiedere una deroga speciale per testare queste innovazioni durante il torneo, con l’intenzione di estenderle poi ai campionati nazionali, tra cui anche la Premier League, nella stagione seguente.
Fifa, le possibili novità al Var in ottica Mondiale
Secondo il quotidiano britannico, alcuni dirigenti Fifa riterrebbero essenziale consentire ai varisti di intervenire su episodi potenzialmente decisivi, tra cui corner concessi erroneamente o la gestione di un secondo cartellino giallo. Tra le ipotesi al vaglio infatti figurerebbe anche la revisione al monitor delle espulsioni per doppia ammonizione, attualmente escluse dal perimetro del Var. Si tratterebbe di una prassi già adottata in passato nei grandi eventi: il Video Assistant Referee venne introdotto per la prima volta in forma sperimentale nella Confederations Cup 2017 e nel Mondiale per Club, prima del via libera definitivo dell’IFAB.
Proprio l’IFAB tornerà sul tema a gennaio, valutando l’estensione del Var ai secondi cartellini gialli, proposta che sembra godere di ampio sostegno. Molto più controversa, invece, la possibilità di rivedere i calci d’angolo: secondo il Times, l'Uefa sarebbe nettamente contraria, temendo un incremento delle interruzioni di gioco. Tra le modifiche prese in analisi anche un nuovo protocollo sui rigori: in caso di parata del portiere, l’azione verrebbe immediatamente fermata, eliminando le ribattute sulla respinta. Nel caso vengano approvate, le riforme entrerebbero in vigore dal 1° giugno, e dunque in tempo per il Mondiale 2026.
Fuorigioco, rigori e... simulazioni
Parallelamente, l’IFAB starebbe esaminando un’ulteriore revisione della regola del fuorigioco, eliminando dunque i casi millimetrici. L’idea più concreta sarebbe quella di dichiarare un attaccante in offside solo nel caso in cui una parte del torso superi la linea dell’ultimo difensore. Serviranno però almeno due anni di sperimentazione, poiché precedenti tentativi, come quello sulla cosiddetta 'luce', avevano finito per favorire troppo i giocatori d'attacco. Nel frattempo l’Arab Cup in Qatar sta provando una nuova misura per evitare le simulazioni: chi riceve assistenza medica deve restare fuori dal campo per due minuti, a meno che non sia vittima di un fallo da ammonizione. Una norma tornata d’attualità dopo le critiche del tecnico del Leeds, Daniel Farke, che ha accusato il Manchester City e Gianluigi Donnarumma di presunte perdite di tempo durante l'ultima sfida vinta dai citizens nel recupero.
Il portiere azzurro aveva infatti richiesto cure, andando al suolo e facendo intervenire lo staff medico. Farke al termine della sfida non ha usato mezzi termini: “Tutti sanno perché è caduto, giusto? Non è che sia l'elefante nella stanza. È nei limiti delle regole, è intelligente. Se mi piace e se è nel senso del fair play, invece, lo tengo per me. Ho chiesto al quarto ufficiale: 'Vuoi fare qualcosa?'. Lui ha risposto: 'No, abbiamo le mani legate. Non possiamo fare nulla'. Sappiamo che questo succede, ma se non educhiamo i nostri giocatori nel calcio, su cosa fare in termini di fair play, sportività e si cerca solo di piegare le regole a proprio vantaggio, si può anche fingere un infortunio per fare un ulteriore discorso alla squadra, non è qualcosa che personalmente mi piace”.