
C’era Giovanni Malagò che, in qualità di presidente onorario della Fondazione Fioravante Polito - Museo e Biblioteca del Calcio “Andrea Fortunato” -, si è anche sciroppato due giri di cyclette al fianco del dottor Roberto Viceconti, medico della Gelbison (squadra dilettantistica del salernitano) come test di una simbolica visita cardiologica per sensibilizzare su un argomento così delicato come la salute nello sport. Tradotto: la necessità di sottoporsi a tutti gli esami medici - compresi i test ematici e cardiaci, spesso sottovalutati - prima di cominciare a praticare un’attività sportiva qualsiasi. E il Premio Andrea Fortunato - Lo Sport è Vita, giunto alla sedicesima edizione e per l’occasione dedicato al grande Igor Protti, non poteva non essere assegnato innanzitutto all’ex presidente del Coni, che ha sostenuto l’iniziativa legata al Passaporto Ematico fin dal primo giorno. Ma il riconoscimento è andato anche ad altre illustri personalità del mondo dello sport e non solo.
Dal Principe ad Andrea, sempre con noi
Tra gli altri, c’era Giuseppe Giannini, che oggi gestisce un’Academy ma che da neo testimonial del Passaporto Ematico saprà diffondere il messaggio come si conviene. Testimonial giallorossi come Claudio Ranieri, pronto a ospitare la delegazione della Fondazione a Trigoria per fare la sua parte. E c’erano, anche, il tecnico Roberto D’Aversa, l’avvocato Mauro Balata (già presidente della Lega Serie B), Francesco Dini presidente della Cremonese, Francesco Franchi (figlio del mitico presidente Artemio), il dottor Vincenzo Santoriello (medico sociale della nostra Under 21) più alcuni rappresentanti del mondo della medicina inclusi i dottori che in prima linea effettuano i test del caso, coordinati dal referente scientifico della Fondazione Polito, il dottor Giuseppe Ventre. Tutti riuniti al centro ricerche della Neuromed di Pozzilli (Isernia) per la presentazione del Passaporto Ematico, strumento imprescindibile per chiunque pratichi sport, dai bimbi agli atleti. E c’era, immanente, a guardare tutti da lassù il buon Andrea Fortunato, sconfitto dalla leucemia nel pieno della sua esplosione con la maglia della Juve, ma da quel tristissimo giorno del 1994 rimasto nella memoria collettiva.
Nel ricordo di Morosini, Imbriani…
La Fondazione Neuromed, con il presidente Mario Pietracupa (anche Coordinatore Regionale Lilt Molise) in prima fila, ha ospitato lo storico evento cui hanno partecipato anche esponenti del mondo della comunicazione, chiamati a veicolare l’importanza dell’adozione del Passaporto Ematico, un documento sanitario (per ora cartaceo, presto digitale) utilizzato nella medicina dello sport (se necessario, con l’ausilio della telemedicina) per monitorare lo stato di salute della persona e valutare come l’organismo reagisce all’attività fisica. In questo modo, raccogliendo regolarmente i valori, è possibile individuare l’esistenza o meno di anomalie, eventualmente foriere di patologie da non sottovalutare. Sicurezza e prevenzione: il binomio procede di pari passo nel ricordo di chi non c’è più, ma che resta nella memoria attraverso il lavoro quotidiano della Fondazione Polito: Fortunato, appunto, ma anche Flavio Falzetti, Carmelo Imbriani, Piermario Morosini, Raffaele Pisano, Vicente Feola. Da Santa Maria di Castellabate (Salerno) alla fama nazionale e internazionale, interrotta sul più bello per colpa di un destino malvagio.
La storia biologica dell’individuo
“Oggi è una giornata importantissima per la tutela della salute nello sport. Troppe tragedie si sono verificate, perciò il Passaporto Ematico deve essere finalmente regolamentato”, ha spiegato Davide Polito, presidente dell’omonima Fondazione, che assieme ai presenti ha firmato i protocolli di adesione. Il Passaporto Ematico, benintesi, non è ancora legge, ma c’è chi non esclude che possa diventarlo. “Si tratta di un modello sistematico di raccolta, monitoraggio e interpretazione dei dati ematici di una persona. Un profilo costruito nel tempo, dinamico, una specie di storia biologica del singolo individuo”, ha detto il dottor Fulvio Alonso, Direttore Sanitario Neuromed. E poi, in coda, la consegna dei premi nel ricordo di Andrea Fortunato. La tutela della salute degli atleti, dei cittadini in senso lato: di lì non si scappa.