Tra i protagonisti del Mundial
Dopo aver partecipato al Mondiale del 1978 (“ero un comprimario, anche lì avevamo una squadra fortissima”), quattro anni più tardi in Spagna diventa uno dei protagonisti del Mundial, dove gioca tutte le partite da titolare segnando anche una rete nella fase a giorni che si rivelerà determinante: “Il mio gol contro il Camerun fu liberatorio, servì per superare il turno grazie alla differenza reti. Dopo le prime tre partite ricevemmo tante critiche, la goccia che fece traboccare il vaso e che portò al silenzio stampa fu quando ironizzarono sul rapporto tra Cabrini e Paolo Rossi”. Le polemiche non fanno altro che compattare ancora di più il gruppo, dove giocano un ruolo fondamentale due figure come Dino Zoff ed Enzo Bearzot: “Più che un compagno di squadra, Zoff era un fratello maggiore. E poi c’era Bearzot, che non era un commissario tecnico ma il nostro papà. Con lui mi sono ritrovato a parlare anche di questioni familiari”.
La finale con la Germania e l'Italia di Gattuso
La sua finale con la Germania dura solo sette minuti, a metterlo ko è un infortunio alla spalla: “In quel momento l’importante era che la squadra raggiungesse il traguardo. Al mio posto è entrato Altobelli, che fece benissimo segnando il terzo gol. Prima della finale in occasione del discorso alla squadra Zoff ci disse ‘ragazzi, noi possiamo fare la nostra storia e quella del calcio italiano solo se portiamo quella coppa a Roma. Altrimenti saremo solo i primi dei perdenti’. Quando a fine partita Dino mi ha passato la coppa mi sono ricordato di quel sogno da bambino, ho dato un bacio alla coppa e mi sono detto ‘Ciccio, ora puoi smettere di sognare, sei arrivato sul tetto del mondo’”. Da una Nazionale campione del mondo a un’Italia che a fine marzo sarà chiamata a staccare il pass per il prossimo Mondiale: “La Nazionale mi piace. Credo che Gattuso abbia riportato il senso di appartenenza, mi dà l’impressione che sia un fratello maggiore per i giocatori. Ha coraggio, carattere e personalità. E li trasmette ai propri ragazzi”. Parole al miele anche per i suoi ‘colleghi’ attaccanti: “Ci stiamo rivalutando molto. Abbiamo Kean e Retegui, che hanno fatto benissimo, e Pio Esposito, che sta venendo fuori e ha grande entusiasmo. Deve imparare guardando Lautaro e Thuram, stare insieme a questi grandi attaccanti gli può fare bene. E poi c’è Scamacca, degli attaccanti che abbiamo è quello che mi piace di più”.