Balotelli: "Sono ancora il più forte, difficile trovare qualcuno come me". Poi punge Vieira

L’attaccante ripartirà dalla serie B degli Emirati: "È un bel progetto, non vedo l'ora di cominciare. Se recuperassi la mia forma fiica sarei ancora ad alto livello"

«Con la Serie A è un addio, ma a 35 anni sono ancora il più forte». Mario Balotelli saluta con un'uscita delle sue, mentre prende il volo per Dubai: dopo un anno senza partite - l’ultima il 21 dicembre 2024, sette minuti contro il Napoli - e tante frecciate social all’indirizzo di Patrick Vieira, uno dei più grandi what if della storia recente del calcio italiano riparte dagli Emirati Arabi Uniti. Due anni e mezzo di contratto con l’Al Ittifaq, club che da novembre parla la lingua del sì: lo guida Pietro Laterza, presidente anche del nuovo ChievoVerona. A Dubai puntano sul talento di SuperMario: l’operazione, condotta da Epic Sports Italy, ha portato alla firma di un contratto da due anni e mezzo. La squadra, attualmente, è ultima nel campionato di Prima Divisione, l’equivalente emiratino della Serie B italiana. Ma ha programmi ambiziosi per il futuro: «È un bel progetto - spiega Balotelli -. E poi lì fa caldo, non il freddo che c’è in Italia. Non vedo l’ora». Di essere il più forte di tutti lo dice, sghignazzando, un paio di volte: «È una battuta, però se recuperassi la mia forma fisica al 100% sarei ancora ad alto livello. E oggi non è facile trovare giocatori come ero io a 20 anni».

La carriera da allenatore e la Nazionale

Nel mezzo, una carriera fatta di alti - indimenticabile Euro 2012, ma anche a Manchester sponda City è una figura di culto, tra fuochi d'artificio dentro e fuori dal campo - e i bassi di un carattere ingestibile, di quelli che non vorrebbe incontrare in un’ipotetica carriera da allenatore: «Invecchiando ci sto pensando, ma non so cosa farei se trovassi un giocatore con un carattere come il mio. Cosa cambierei tornando indietro? Nulla, sono troppo vecchio per farlo». L’ultimo capitolo è stato il più amaro: «Avevo avuto offerte importanti, il Genoa ha scelto un allenatore con cui sapevano benissimo che non c’era un grande feeling. Senza Vieira, sarei ancora lì». Quello con il massimo campionato italiano, in cui ha giocato 147 volte e segnato 52 gol, è qualcosa in più che un arrivederci, sempre nel segno dell’ironia: «A meno che non ci sia qualche matto che vuole vincere il campionato e mi prende… Ma credo che il calcio sia cambiato, che sia giusto dare spazio ai giovani». L’investitura è per l'interista Pio Esposito: «Credo tanto in lui, può fare bene». Con l’addio all’Italia, si chiude in via definitiva anche il capitolo più sentito, quello della Nazionale che insegue la qualificazione ai Mondiali 2026: «Agli azzurri e a Gattuso auguro il meglio. Rino ha accettato una situazione difficile, ma ha grinta ed è uno che arriva in fondo alle cose».

La corsa scudetto

Speriamo. Quanto al campionato, la favorita di un bad boy che alla fine è stato cattivo solo con se stesso, è quella indicata da molti: «L’Inter ha qualcosa in più, Chivu è una persona fantastica e sta dimostrando di essere tanta roba anche da allenatore. Ma non riesco a scegliere con il Milan, sono nel mio cuore entrambe e sarei felice chiunque vincesse. Compreso il Napoli, sennò mia figlia (Pia, nata a Napoli nel 2012 da Raffaella Fico, ndr) mi ammazza».

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