"Ragazzi stiamo tutti bene. Terrorizzati ma bene. Ieri purtroppo hanno abbattuto tre missili sulle nostre teste mentre eravamo in spiaggia. Cadevano detriti e le persone impanicate piangevano e urlavano. Così anche i nostri bambini. Siamo scappati a casa di un amico ed abbiamo trascorso la nottata in un sottoscala tra allarmi e scoppi continui. ASPETTIAMO SOLO CHE CI RIPORTINO A CASA!!!!!". Parole forti, che descrivono attimi di puro panico e la necessità di mettersi al riparo in fretta.

La scena raccontata dall’ex nerazzurro è quella di una vacanza trasformata improvvisamente in incubo, tra sirene, esplosioni e la paura per l’incolumità dei propri figli. Il messaggio si chiude con un grido che è insieme sollievo e speranza: il desiderio di tornare presto in Italia. In situazioni come queste, il calcio smette di essere notizia e lascia spazio alla dimensione umana, alla fragilità e al bisogno di sicurezza.
Mancini: "Ha cominciato a suonare l'allarme del telefono"
Anche Mancini, allenatore dell'Al Sadd in Qatar pubblica un video per spiegare la situazione: "Ha cominciato a suonare l'allarme del telefono, con messaggi scritti in Arabo e ho sentito 5-6 esplosioni. Eravamo in chiesa per la funzione religiosa quando sono scattati gli allarmi e c'è stato ordinato di tornare immediatamente nelle proprie abitazioni e di non uscire. Mi ha chiamato mia mamma che era preoccupata ma per il momento può stare tranquilla. Vedevamo i Tg nei giorni scorsi e visto il dispiegamento di forze che c'è nel Golfo pensavamo potesse accadere qualcosa, però speravamo che la diplomazia avesse la meglio. Speriamo bene".
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