"Tre missili sulle nostre teste, siamo terrorizzati": il racconto shock dell'ex Inter bloccato a Dubai

Momenti difficili, di paura, per il calciatore in vacanza negli Emirati con la famiglia
"Tre missili sulle nostre teste, siamo terrorizzati": il racconto shock dell'ex Inter bloccato a Dubai
© ANSA

Il calcio, in certi momenti, passa inevitabilmente in secondo piano. Le tensioni internazionali e l’escalation militare in Medio Oriente stanno generando forte preoccupazione anche tra i civili presenti nell’area del Golfo. Le notizie che arrivano parlano di allarmi, sistemi di difesa attivati e stati d’emergenza proclamati in diversi Paesi. Tra chi sta vivendo ore di grande apprensione c’è anche Danilo D’Ambrosio, ex difensore dell’Inter, che si trova a Dubai con la famiglia. Il calciatore ha voluto rassicurare tutti attraverso una storia pubblicata sui social. Un messaggio diretto e toccante che racconta la paura vissuta nelle ultime ore.

D'Ambrosio, paura a Dubai: il messaggio

"Ragazzi stiamo tutti bene. Terrorizzati ma bene. Ieri purtroppo hanno abbattuto tre missili sulle nostre teste mentre eravamo in spiaggia. Cadevano detriti e le persone impanicate piangevano e urlavano. Così anche i nostri bambini. Siamo scappati a casa di un amico ed abbiamo trascorso la nottata in un sottoscala tra allarmi e scoppi continui. ASPETTIAMO SOLO CHE CI RIPORTINO A CASA!!!!!". Parole forti, che descrivono attimi di puro panico e la necessità di mettersi al riparo in fretta.

La scena raccontata dall’ex nerazzurro è quella di una vacanza trasformata improvvisamente in incubo, tra sirene, esplosioni e la paura per l’incolumità dei propri figli. Il messaggio si chiude con un grido che è insieme sollievo e speranza: il desiderio di tornare presto in Italia. In situazioni come queste, il calcio smette di essere notizia e lascia spazio alla dimensione umana, alla fragilità e al bisogno di sicurezza.

Mancini: "Ha cominciato a suonare l'allarme del telefono"

Anche Mancini, allenatore dell'Al Sadd in Qatar pubblica un video per spiegare la situazione: "Ha cominciato a suonare l'allarme del telefono, con messaggi scritti in Arabo e ho sentito 5-6 esplosioni. Eravamo in chiesa per la funzione religiosa quando sono scattati gli allarmi e c'è stato ordinato di tornare immediatamente nelle proprie abitazioni e di non uscire. Mi ha chiamato mia mamma che era preoccupata ma per il momento può stare tranquilla. Vedevamo i Tg nei giorni scorsi e visto il dispiegamento di forze che c'è nel Golfo pensavamo potesse accadere qualcosa, però speravamo che la diplomazia avesse la meglio. Speriamo bene".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Maccarone: "Mi sono spaventato tanto"

"Riusciamo a sentire tutto, le sensazioni sono positive, cerchiamo di viverla con tranquillità e dobbiamo cercare di mantenere la calma". Sono le parole di Maccarone, assistente tecnico dell'Al-Sadd di Roberto Mancini, intervenuto a Sky Sport 24. "Avevamo avuta percezione di qualcosa ma non pensavamo si arrivasse allo scontro, anche perché nei giorni precedenti vivevamo in tranquillità. Anche io ero fuori e ieri mattina ero in un albergo a trovare dei ragazzi italiani della Fifa e il telefono ha cominciato a suonare a tutti quanti mentre eravamo in piscina a fare colazione. È la prima volta che succede, mi sono spaventato parecchio a causa dell'allarme particolare del telefono e il messaggio di alert nazionale e non sai cosa può aspettarti da un momento all'altro. Comuque a metà  pomeriggio sono rientrato nel mio albergo, quando sembrava un po' piu tranquillo e anche questa mattina la situazione sembra tranquilla. Tenere la mente occupata? Io questa mattina sono andato in palestra, ieri sera abbiamo cenato tutti assieme e oggi se riusciamo a muoverci leggermente raggiungiamo il mister e stiamo insieme tutti quanti, con la speranza che prima o poi finisca tutto".

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Il calcio, in certi momenti, passa inevitabilmente in secondo piano. Le tensioni internazionali e l’escalation militare in Medio Oriente stanno generando forte preoccupazione anche tra i civili presenti nell’area del Golfo. Le notizie che arrivano parlano di allarmi, sistemi di difesa attivati e stati d’emergenza proclamati in diversi Paesi. Tra chi sta vivendo ore di grande apprensione c’è anche Danilo D’Ambrosio, ex difensore dell’Inter, che si trova a Dubai con la famiglia. Il calciatore ha voluto rassicurare tutti attraverso una storia pubblicata sui social. Un messaggio diretto e toccante che racconta la paura vissuta nelle ultime ore.

D'Ambrosio, paura a Dubai: il messaggio

"Ragazzi stiamo tutti bene. Terrorizzati ma bene. Ieri purtroppo hanno abbattuto tre missili sulle nostre teste mentre eravamo in spiaggia. Cadevano detriti e le persone impanicate piangevano e urlavano. Così anche i nostri bambini. Siamo scappati a casa di un amico ed abbiamo trascorso la nottata in un sottoscala tra allarmi e scoppi continui. ASPETTIAMO SOLO CHE CI RIPORTINO A CASA!!!!!". Parole forti, che descrivono attimi di puro panico e la necessità di mettersi al riparo in fretta.

La scena raccontata dall’ex nerazzurro è quella di una vacanza trasformata improvvisamente in incubo, tra sirene, esplosioni e la paura per l’incolumità dei propri figli. Il messaggio si chiude con un grido che è insieme sollievo e speranza: il desiderio di tornare presto in Italia. In situazioni come queste, il calcio smette di essere notizia e lascia spazio alla dimensione umana, alla fragilità e al bisogno di sicurezza.

Mancini: "Ha cominciato a suonare l'allarme del telefono"

Anche Mancini, allenatore dell'Al Sadd in Qatar pubblica un video per spiegare la situazione: "Ha cominciato a suonare l'allarme del telefono, con messaggi scritti in Arabo e ho sentito 5-6 esplosioni. Eravamo in chiesa per la funzione religiosa quando sono scattati gli allarmi e c'è stato ordinato di tornare immediatamente nelle proprie abitazioni e di non uscire. Mi ha chiamato mia mamma che era preoccupata ma per il momento può stare tranquilla. Vedevamo i Tg nei giorni scorsi e visto il dispiegamento di forze che c'è nel Golfo pensavamo potesse accadere qualcosa, però speravamo che la diplomazia avesse la meglio. Speriamo bene".

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