Stadi, quegli sciagurati miliardi buttati via

Sballottati dalle onde settimanali dei risultati sportivi, inseguendo l’illusione di un successo immediato e non della solidità negli anni

Perché non si fanno gli stadi in Italia? Per tre ragioni. Prima: la burocrazia mista alla politica getta qualsiasi iniziativa privata in un folle labirinto di complicazioni. Seconda: spesso, anzi quasi sempre, l’iniziativa privata di cui sopra pensa che costruire o rimodernare uno stadio possa essere l’occasione per una, più o meno clamorosa, speculazione edilizia e quindi va cozzare contro la politica locale (che in quel caso difende, giustamente, piani regolatori e interessi pubblici). Terza: perché le proprietà e le governance dei club hanno avuto e hanno un orizzonte sempre troppo corto per pensare a un investimento così importante e così a lungo termine; si naviga sempre a vista, sballottati dalle onde settimanali dei risultati sportivi, inseguendo l’illusione di un successo immediato e non della solidità negli anni. D’altronde, basti pensare a come vengono spesi i soldi.

Soldi buttati: i dettagli

Nel quinquennio che va dal 2020 al 2025, i club di Serie A hanno versato nelle tasche di procuratori e intermediari 1,3 miliardi di euro. Tredici volte quanto è costato la profonda ristrutturazione dello stadio di Bergamo. Negli ultimi vent’anni, la Serie A ha intascato dalle televisioni circa 22 miliardi di euro, che sono finiti per il 70% in stipendi e cartellini di giocatori, spesso comprati all’estero e, considerando i risultati a livello di coppe Europee, non sempre fenomenali. Se la decima parte di quei soldi fosse stata investita nella costruzione di nuovi impianti, oggi ci troveremo con almeno 5/6 stadi in più, quelli che ci servirebbero per non fare una pessima figura con l’Uefa in vista dell’Europeo del 2032.
Gli stadi o, meglio, la mancanza di nuovi stadi è la dimostrazione plastica di come il calcio italiano sia stato governato male dal 2000 a oggi. Perché uno stadio consolida il patrimonio di un club, produce ricavi importanti, rinsalda il senso di appartenenza della tifoseria, aumenta la competitività sportiva della squadra. Non è un vezzo, è un pezzo fondamentale di una società moderna, molto di più di un campione o presunto tale, strapagato e, magari, rivenduto male. Se nessuno ha costruito nuovi stadi e il sistema non è stato in grado di fare pressione sulla politica perché fosse più facile costruirli, significa essere stati miopi e poco capaci.

 

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