TORINO - Disponibile da oggi solo su Dazn “Giorgia’s Secret”, il nuovo format originale di interviste ideato e condotto da Giorgia
Rossi, che porta il calcio in un territorio inesplorato, quello interiore. Giorgia accompagna i grandi protagonisti del calcio in una conversazione che alterna analisi, ricordo e confronto emotivo: un racconto intimo e diretto che prova a restituire profondità e complessità a figure spesso raccontate solo attraverso la superficie del successo. Un viaggio dentro il calcio, ma soprattutto dentro le personeche lo hanno reso grande. Il primo protagonista di questo viaggio è Diego
Milito, simbolo di eleganza e concretezza, eroe del Triplete nerazzurro nel 2010. ‘’Il Principe’’ sveste i panni del fuoriclasse per rivelare l'uomo segnato da esperienze che hanno cambiato la sua gerarchia dei valori: dal trauma del rapimento del padre in Argentina ai derby infuocati contro il fratello
Gabriel, fino al legame indissolubile con il Genoa, l’apice con l’Inter e il legame mai interrotto con il Racing, dove ha chiuso il cerchio diventando prima dirigente e poi presidente e dove ha scommesso su un giovanissimo Lautaro Martinez. Un’intervista in cui emerge un Milito inedito, che attraversa i momenti più intimi della sua vita e quelli più iconici della sua carriera.
Alcune delle dichiarazioni di Diego Milito su Dazn
Su Lautaro Martinez e il possibile ritorno al Racing: “Ha ancora tanti anni da dare all'Inter, ma per lui le porte sono sempre aperte. Lautaro ha esordito in prima squadra al Racing entrando proprio al mio posto: si vedeva subito che era un ragazzo straordinario e con una mentalità eccezionale”.
Sulla vigilia della finale di Champions 2010:
“La sera prima della finale c'era grande tensione ma con il clan degli argentini ci siamo raccolti a vedere un film che raccontava delle Islas Malvinas e, vedendo i ragazzi argentini che si erano recati là per dare il loro contributo rischiando la vita, ci siamo gasati in vista della partita col Bayern”.
Sui suoi ex compagni e il futuro in panchina: “Tanti miei compagni erano già allenatori in campo: sicuramente Cristian Chivu è l'uomo giusto per l'Inter, sapevamo che sarebbe diventato un grande coach. Anche per Cambiasso prevedevamo un futuro simile, è strano non si sia ancora concretizzato. Vi assicuro invece che sentiremo ancora tanto parlare di Thiago Motta: è fortissimo e avrà modo di dimostrarlo”.
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