
Tra i temi affrontati nel pomeriggio, quello del rapporto tra sport management e accademia: per i giovani che si interessano ad una carriera in questo ambito, una delle opzioni è quella di un percorso di studio classico con indirizzo sportivo per portare competenze e managerialità all’interno dell’industria, tenendo in considerazione le diverse opportunità di lavoro che lo sport offre. In particolare, gli studenti lavorano sulla gestione di eventi sportivi, economia e marketing sportivo, diritto e regolamentazione sportiva e soft skills (capacità di lavorare in team, problem-solving e gestione delle relazioni con diversi stakeholder). Fra i principali sbocchi professionali ci sono manager o dirigente in federazioni, leghe e società sportive; consulente per progetti di sviluppo territoriale attraverso eventi sportivi; imprenditore nel settore sportivo o consulente libero professionista. Nel corso dell’evento sono state assegnate anche borse di studio agli studenti Liuc che rientrano nel “Programma Studenti-Atleti” dedicato a coloro che praticano attività agonistica di alto livello.

Le parole di Fabio Capello agli studenti
«Sapere tante cose come possono essere una gestione economica o delle persone, aiuta molto - ha raccontato Capello -. Se non sei in grado di capire i vari momenti della società, le difficoltà che possono passare o dei momenti anche di grande opportunità, è difficile una gestione positiva, quindi bisogna avere delle competenze che ti possano aiutare nei momenti sia buoni che difficili; far sì quindi che nei momenti buoni tu possa esprimerti al meglio e far rendere la società il più possibile, quindi con risultati, pubblico e altro. Quando il momento è negativo ti serve a far sì che la società riesca a venirne fuori, ma soprattutto serve nel rapporto con i giocatori». «Credo che questi corsi siano una cosa molto bella perché aiuta coloro che si avvicinano allo sport ad avere più competenze. Più cose sai meglio, ti trovi in tutte le situazioni ed è una cosa che non tutti capiscono. Io ho lavorato nelle città più importanti del Mondo, in Italia, Spagna, Inghilterra, Russia e Cina, ho capito che le competenze sono molto importanti».