È ancora presto per capirne la portata

Tutta un’altra storia rispetto a Calciopoli. Almeno per quanto ne sappiamo adesso

Parliamoci chiaro. Dipende tutto da quello che ha in mano il pm Ascione. Il resto, per ora, sono chiacchiere, illazioni e discussioni fra tifosi. Fino dove arriva l’inchiesta della Procura di Milano? Ovvero: se ci sono intercettazioni o prove che coinvolgono dirigenti di club o della Federcalcio e queste sono compromettenti, si apre uno scenario in stile 2006. Se, invece, l’inchiesta di Milano riguarda solo il mondo arbitrale, le gelosie avvelenate e le vendette trasversali dei direttori di gara, siamo di fronte a uno scandalo grave, ma più circoscritto (banalmente perché non avrebbe conseguenze sui club, che poi è quello che interessa ai tifosi). Ora risulta perfino irriverente pensare che la Procura di Milano si presti a dirigere i regolamenti di conti fra arbitri o a indagare su basi tifoidee, quindi bisogna stare attenti a quello che emergerà da quelle carte. Nel frattempo resta forte la sensazione di un ambiente bisognoso di un ripensamento profondo e nel quale il desiderio smanioso del “potere” inquini in modo irrimediabile le governance a qualsiasi livello: dal presidente federale in giù.

Tutta un’altra storia. Almeno per ora

Nel giorno in cui tutti si difendono, da Chiné a Rocchi, spiccano le parole di Franco Carraro che spiega come le origini di Calciopoli affondino in una lotta all’interno della classe arbitrale (toh, che coincidenza!). All’epoca, però, ci furono 170.000 intercettazioni, molte delle quali vennero occultate e una piccola parte scelte meticolosamente per poi costruire un’accusa. Curiosamente, non bastarono quel numero inusitato di telefonate e lunghissime indagini per dimostrare che il campionato era stato falsato, visto che nella sentenza di Teresa Casoria si legge: «Il dibattimento in verità non ha dato la prova del procurato effetto del risultato finale del campionato 2004/2005». Insomma, ha ragione Simonelli quando dice che il campionato è regolare, ma nel 2006 non bastò quella condizione per evitare la retrocessione della Juventus. Ma quella è tutta un’altra storia. Almeno per quanto ne sappiamo adesso.

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